I militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Sassari, sotto il coordinamento della procura della Repubblica, hanno concluso un’indagine che ha consentito di smantellare un sofisticato sistema di frode fiscale che ha coinvolto sette società commerciali che gestivano altrettanti maxistore specializzati nella vendita al dettaglio di articoli per la casa, casalinghi e abbigliamento, tutti nella città di Sassari e gestiti da cittadini di etnia cinese.
I finanzieri hanno notato una sistematica e sospetta anomalia nelle modalità di emissione degli scontrini, in base alla forma di pagamento scelta dai clienti. Gli accertamenti tecnici hanno svelato che, per gli acquisti saldati tramite strumenti elettronici tracciabili come carte di credito o bancomat, i punti vendita emettevano un regolare scontrino fiscale munito del prescritto logo “RT” (registratore telematico” mentre, nel caso di pagamenti in contanti, i dipendenti rilasciavano un semplice documento gestionale. Quest’ultimo era dal punto di vista grafico del tutto identico a un titolo fiscale legittimo ma risultava privo del logo ministeriale. Questo stratagemma aveva un duplice scopo. Il primo: non far insospettire il cliente. Il secondo era quello di impedire la memorizzazione e la successiva trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi all’agenzia delle Entrate, sottraendo in questo modo alla tassazione ingenti ricavi.
L’esito dell’esame della contabilità occulta ha consentito di constatare l’omessa dichiarazione di elementi positivi di reddito per un ammontare complessivo superiore ai 20 milioni di euro.











