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Home » Niente dispositivi digitali sotto i tre anni, al Senato la Prima proposta di legge
Salute

Niente dispositivi digitali sotto i tre anni, al Senato la Prima proposta di legge

Sala StampaDi Sala StampaLuglio 24, 20263 min di lettura
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Niente dispositivi digitali sotto i tre anni, al Senato la Prima proposta di legge

Niente smartphone, tablet e altri dispositivi digitali sotto i tre anni di età, più sostegno ai genitori fin dalla gravidanza e servizi per la prima infanzia senza schermi.

È quanto prevede la proposta di legge presentata al Senato su iniziativa della senatrice Simona Malpezzi e promossa insieme alla Società Italiana di Pediatria e a Fondazione Terre des Hommes. Il testo, sostenuto in maniera bipartisan da parlamentari di tutti i gruppi politici, punta a introdurre Linee guida nazionali sull’esposizione agli schermi dei più piccoli, definendola come “prassi estremamente dannosa” e da “evitare entro i primi tre anni di vita”. La legge, se approvata, porrebbe l’Italia all’avanguardia chiamando a raccordo tutto il sistema che ruota attorno al bambino: corsi preparto, punti nascita, consultori e pediatri. “Questo disegno di legge – dichiara la senatrice Malpezzi, prima firmataria – mette al centro la tutela dei più piccoli attraverso un potenziamento dell’informazione e della formazione, per creare consapevolezza soprattutto nei genitori, sui rischi legati a un utilizzo troppo precoce dei dispositivi digitali”.

La proposta trasforma le evidenze scientifiche in un intervento strutturato di prevenzione. “Nei primi anni di vita – spiega Rino Agostiniani, presidente della Sip – il cervello attraversa una fase di straordinario sviluppo e ha bisogno soprattutto di esperienze reali: relazione, contatto, movimento, gioco, ascolto e interazione con l’adulto. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di evitare che venga introdotta troppo presto e che sottragga spazio a esperienze fondamentali”.
“Da tempo sentivamo il bisogno di poter incidere in modo più efficace nella tutela dei bambine e bambini esposti ai dispositivi digitali in così tenera età, per via di scelte educative spesso dovute alla mancanza di conoscenza dei danni che ne derivano”, afferma Federica Giannotta, responsabile Advocacy e Progetti Italia di Fondazione Terre des Hommes Italia.

I rischi dei device ( ufficio stampa Sip, Società italiana di pediatria)

“Più tempo sui device più aumentano rischi di disturbi del linguaggio”

“L’uso precoce dei device nei bimbi mette in atto meccanismi che attivano parti del cervello meno utili per la crescita futura, con conseguenze anche sull’apprendimento e sul linguaggio. Ad esempio, ci sono lavori scientifici che indicano come un incremento del tempo trascorso davanti ai device di 30 minuti ogni giorno raddoppi il rischio di avere un ritardo del linguaggio a due anni”. Lo spiega il presidente della Società italiana di pediatria, Rino Agostiniani, a margine della conferenza stampa di presentazione del Ddl per lo stop all’utilizzo dei device sotto i 3 anni.

Nei primi periodi della vita, infatti, “il cervello è un organo in forte crescita e, in funzione degli stimoli che riceve, si modifica. Una crescita armonica prevede la relazione, il rapporto con l’adulto, lo scambiarsi degli sguardi, l’ascoltare le parole degli adulti”.
Per quanto riguarda invece il divieto dell’uso dei social ai ragazzi sotto i 15 anni, Agostiniani spiega: “Nell’età preadolescenziale e adolescenziale i problemi sono rilevanti, anche senza arrivare a veri fenomeni di dipendenza, che purtroppo sono sempre più diffusi. L’utilizzo troppo prolungato e una presenza eccessiva sui social rende i ragazzi meno capaci nei loro percorsi di crescita e scolastici e provoca disturbi del sonno. D’altra parte – conclude – bisogna comprendere che l’adolescenza è un’età in cui si forma la visione di sé e l’autostima. Se tutto questo si associa a una mancanza di rapporto con i coetanei nel mondo reale, ma si vive solo una realtà virtuale, avremo degli adolescenti sempre più fragili e meno capaci di affrontare tutte quelle difficoltà che il mondo reale presenterà nel loro percorso di vita”.

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