Trattori, mezzi per la raccolta, motopompe per l’irrigazione: tra marzo e maggio, mentre la crisi in Medio Oriente spingeva i prezzi dei carburanti, le imprese agricole hanno continuato a fare rifornimento senza sconti. Ora arriva il rimborso.
90 milioni stanziati
Masaf e Mef hanno firmato il decreto attuativo del credito d’imposta previsto dal decreto Fiscale di marzo, che riconosce fino al 20% della spesa sostenuta per gasolio e benzina in quei tre mesi — riscaldamento delle serre orticole compreso — nel limite complessivo di 90 milioni per il 2026 e con un tetto individuale di 50mila euro per impresa, come impone il quadro temporaneo Ue sugli aiuti di Stato legati alla crisi mediorientale.
La piattaforma per fare domanda
La gestione del beneficio è affidata ad Agea, che riceverà le domande tramite piattaforma telematica (finestra di almeno 20 giorni, entro il 30 settembre) e determinerà l’aliquota effettiva: il 20% pieno se le richieste restano nel plafond, altrimenti un riparto proporzionale. Il credito sarà utilizzabile in compensazione F24 entro il 31 dicembre, senza formare reddito né base Irap.
Gli altri crediti d’imposta
Il provvedimento si inserisce in un pacchetto più ampio di sostegno al caro-carburante che il governo sta ricalibrando parallelamente all’andamento dei prezzi internazionali. Per la pesca è già operativo dallo scorso giugno un meccanismo analogo, con stanziamento più contenuto (10 milioni) e stessa aliquota del 20%.
Per l’autotrasporto, il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri — insieme al taglio di 17 centesimi sulle accise del gasolio fino al 6 agosto — ha prorogato fino a luglio il credito d’imposta e, ai 300 milioni già stanziati (e sbloccati da pochi giorni), ne ha aggiunti altri 22.










