Una nuova mappa, mondiale, di luci e ombre, ma che invita a prevenzione e attenzione. E’ uno dei “fantasmi” più temuti da medici di base e cardiologi, quel valore sballato nelle analisi del sangue, che nel tempo, può provocare gravi danni, come una sorta di “nemico silenzioso”, come è stato anche definito: il colesterolo LDL non dà sintomi e può restare elevato per anni senza alcun segnale evidente. Intanto le particelle che lo trasportano possono penetrare nella parete delle arterie e favorire l’infiammazione che porta a formazione di placche aterosclerotiche. Una nuova analisi del Global Burden of Disease, basato su analisi di dati mondiali, stima 3,6 milioni di morti per patologie correlate in qualche modo all’Ldl.
3,6 milioni di decessi, il 6% di tutte le morti nel mondo
Una nuova analisi del Global Burden of Disease 2023, pubblicata su JAMA, stima che nel 2023 (data di elaborazione dei dati, quindi già 3 anni fa) livelli elevati di LDL siano stati responsabili di circa 3,6 milioni di decessi, il 6% di tutte le morti nel mondo, e di 90,7 milioni di DALY, gli anni di vita sana persi per morte prematura o disabilità.
Causa di aterosclerosi
Non è soltanto un indicatore associato alle malattie cardiovascolari: un insieme di prove genetiche, epidemiologiche e sperimentali lo ha riconosciuto come una causa dell’aterosclerosi.
Il dato che sorprende, quasi la metà di morti in meno
Tuttavia, un paradosso: dal 1990 al 2023 il tasso di mortalità relativo all’LDL è calato del 45,6%; nello stesso periodo il tasso dei DALY è sceso del 39,5%. Confrontando popolazioni con la stessa struttura per età, oggi il carico risulta molto più basso rispetto a trent’anni fa.
Eppure il numero assoluto di eventi è aumentato del 38,5%.
L’invecchiamento della popolazione, ed il target cresciuto nelle statistiche
La popolazione mondiale è cresciuta e soprattutto è invecchiata, aumentando il numero di persone che raggiungono le età in cui infarto e ictus diventano più frequenti.
Un paradosso spiegabile: i progressi non compensano la trasformazione demografica, che va (verso l’alto: l’invecchiamento) più di corsa.
apparato circolatorio (Pixabay)
Operatore medico con un paziente presso l’unità di terapia intensiva Covid-19 (ICU) presso l’Istituto di Cardiologia Clinica (ICC) a Roma (Getty)
Anche la geografia del rischio sta cambiando. Nel 2023 i tassi standardizzati di anni di vita sana persi attribuibili all’LDL erano più alti nell’Europa orientale e più bassi nell’area Asia-Pacifico ad alto reddito. India e Cina, da sole, concentravano circa un terzo dell’intero carico mondiale. Secondo gli autori, il peso si sta spostando verso i Paesi con livello sociodemografico intermedio, dove crescita demografica e invecchiamento possono procedere più rapidamente della capacità dei sistemi sanitari di individuare e trattare il rischio.
Il colesterolo alto è silenzioso: senza un esame del sangue molte persone non sanno di averlo.
Gli 806 studi in 161 Paesi
Questi numeri non vanno letti come se 3,6 milioni di certificati di morte riportassero la voce “colesterolo LDL”. Sono stime epidemiologiche di quota attribuibile, ottenute combinando i livelli medi di LDL ricavati da 806 studi in 161 Paesi con i rischi derivati dalle meta-analisi di 38 trial clinici, per adulti dai 25 anni in su in 204 Paesi e territori.











