Arriva un nuovo bonus energia con il piano sociale per il clima che è stato esaminato dal Cdm nei giorni scorsi e che sarà ora trasmesso a Bruxelles per la fase di negoziato formale in vista della successiva approvazione. Il piano, che conta su una dote di 9,3 miliardi, è chiamato a delineare le misure e gli investimenti necessari per mitigare gli impatti economici derivanti dall’adozione dell’Ets2. Di questi, 7 miliardi di euro vengono dal Fondo sociale per il clima e i restanti 2,3 miliardi da cofinanziamento nazionale.
Le priorità del piano
Il nuovo bonus rientra tra le priorità indicate dal piano: la riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica e degli immobili delle microimprese; il sostegno all’elettrificazione dei consumi domestici; il potenziamento e la maggiore accessibilità del trasporto pubblico; e, per l’appunto, un sostegno temporaneo al reddito attraverso il bonus sociale energia plus, che interesserà circa 4,7 milioni di famiglie ogni anno tra il 2028 e il 2031 con l’erogazione automatica del contributo in bolletta.
L’obiettivo del beneficio
Il beneficio partirà quindi nel 2028 ma a chi è destinato e come funzionerà? Secondo il documento, la misura si inserisce nel quadro delle azioni di accompagnamento alla fase iniziale di applicazione del nuovo sistema di prezzo del carbonio «e si coordina con gli interventi strutturali previsti dal piano, in una logica di complementarità tra sostegno diretto e riduzione strutturale dei consumi». Il bonus è finalizzato a mitigare l’impatto economico dell’estensione del sistema Ets2 al settore degli edifici sulle famiglie vulnerabili. La misura nasce, quindi, per garantire la possibilità di sostenere i consumi energetici essenziali, con specifico riferimento al riscaldamento domestico, nella fase iniziale della transizione energetica
I costi della misura
Il piano quantifica in 1,34 miliardi il costo complessivo per coprire la misura, di cui un miliardo sarà recuperato dal fondo sociale per il clima e i restanti 335 milioni dovranno essere garantiti con il contributo nazionale. A beneficiarne saranno i nuclei familiari con Isee non superiore a 25mila euro, identificati attraverso la presentazione di una dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) valida ai sensi della normativa vigente, nonché le famiglie associate ad una fornitura domestica ricadente in una determinata zona climatica, ai fini della modulazione dell’importo del beneficio in coerenza con i differenziali di fabbisogno termico.
Come sarà fissato l’ammontare dell’agevolazione
In altri termini, l’agevolazione non sarà uguale per tutti e sarà attribuita direttamente in bolletta una volta che la procedura automatica, governata da Arera, avrà verificato il possesso di tutti i requisiti inclusa la presenza di un contatore di potenza non superiore ai 4,5 kilowatt. L’entità del beneficio è determinata attraverso una metodologia di calcolo che combina tre elementi principali: 1) il livello di vulnerabilità economica del nucleo familiare, rappresentato dall’indicatore Isee; la zona climatica di residenza dell’utenza domestica, utilizzata come riferimento dei fabbisogni energetici per il riscaldamento; la stima dell’impatto potenziale dell’Ets2 sui costi energetici domestici, elaborata da Ispra.

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