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Home » La sanità chiede 5 miliardi, uno per le assunzioni. Ma la dote è già in bilico
Salute

La sanità chiede 5 miliardi, uno per le assunzioni. Ma la dote è già in bilico

Sala StampaDi Sala StampaAgosto 27, 20264 min di lettura
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La sanità chiede 5 miliardi, uno per le assunzioni. Ma la dote è già in bilico

Serve un miliardo per finanziare un vero piano di assunzioni di medici e infermieri da destinare in via prioritaria alle nuove strutture della Sanità territoriale come le Case di comunità e da assoldare anche nella battaglia contro le liste d’attesa. Nella dote dovrebbe rientrare anche un possibile aumento degli stipendi del personale sanitario, in particolare l’indennità di specificità che compare nelle buste paga sia degli infermieri che dei camici bianchi. Un altro miliardo andrebbe desinato all’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (i Lea) e cioè le cure che il Ssn deve garantire a tutti gli italiani e delle tariffe ospedaliere e della specialistica ambulatoriale (visite ed esami). E poi servirebbero 600-700 milioni per potenziare ancora di più la prevenzione sulla scia di quanto fatto nella manovra dell’anno scorso: l’idea è ampliare di più l’offerta degli screening contro i tumori e le vaccinazioni a partire da quelle contro il virus sinciziale che provoca le bronchioliti tra i neonati. Si punta anche a una fiche di un centinaio di milioni per cominciare a dare vita a una rete ospedaliere di terzo livello (con Irccs e grandi ospedali) su cui in Parlamento c’è anche un Ddl delega. Infine altri 300 milioni potrebbero finanziare interventi su misura su autismo, salute mentale, disturbi alimentari oltre che per la non autosufficienza e il fine vita. Eccola la lunga lista dei desiderata per la nuova legge di bilancio messa in fila dai tecnici del ministero della Salute guidato da Orazio Schillaci che a fine luglio ha incontrato il collega al Mef Giancarlo Giorgetti con una richiesta di 5-5,5 miliardi in più per la Sanità, di cui circa la metà da lasciare “indistinta” dentro il Fondo sanitario per arginare gli effetti dell’inflazione e alzare i tetti della spesa farmaceutica (si veda il Sole 24 ore del 20 agosto).

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Risorse in più, queste, necessarie anche per mantenere l’asticella dei fondi per la Sanità sulla linea Maginot del 6,3-6,4% sul Pil, un’asticella che se superata al ribasso attirerebbe gli attacchi delle opposizioni che avrebbero così anche un argomento forte – i famosi “tagli alla Sanità” – da giocarsi in vista della lunga campagna elettorale che ci porterà alle elezioni del prossimo anno. Ecco perché Giorgetti non dovrebbe abbassare troppo la dote richiesta da Schillaci, anche se sembra molto difficile – viste le risorse contate e le tante emergenze – che sarà accontentato in pieno: è più verosimile che la cifra si abbassi a 3-4 miliardi in più, verificando se nel computo complessivo sarà calcolato anche il miliardo già stanziato dalla manovra dell’anno scorso. Insomma la dote è ancora in bilico e tutta da verificare ma è certo che l’emergenza personale – come sottolineato più volte dal ministro della Salute – sarà la priorità delle priorità. Innanzitutto ci sono da assicurare le risorse per assumere il personale necessario a far lavorare a pieno regime le oltre 1200 Case di comunità appena aperte grazie ai 2 miliardi stanziati dal Pnrr: si stima che per queste nuove strutture dove fare prime visite ed esami oltre alla prevenzione servono circa 19mila infermieri di famiglia e di comunità. Figure queste che al di là delle risorse sarà molto difficile trovare sul “mercato” vista la cronica carenza di infermieri. Da assoldare anche i medici e non solo quelli di famiglia che dovrebbero svolgere un certo numero di ore dentro le Case di comunità anche se restano più che restii come dimostra l’annuncio ieri di uno sciopero del Sindacato Smi proprio contro queste ore obbligatorie. Proprio la difficoltà a trovare il personale potrebbe spingere qualche Regione, come sta già accadendo, ad esternalizzare i servizi al privato dopo aver costruito le mura di Case e Ospedali di comunità.

Un segnale sarà necessario anche sulle liste d’attesa su cui il ministro Schillaci ha messo la faccia con un piano e la Piattaforma che finalmente sta cominciando a funzionare: su questo fronte non è escluso che venga alzato ancora il tetto di spesa per l’acquisto di prestazioni dal privato accreditato. Come dovrebbe essere aumentato il tetto di spesa della farmaceutica di uno 0,20%-0,25% anche per attutire l’impatto del payback sulle aziende farmaceutiche.

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