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Home » La Sanità incassa più fondi per il 2026, ma resta la grande incognita della crisi delle professioni sanitarie
Salute

La Sanità incassa più fondi per il 2026, ma resta la grande incognita della crisi delle professioni sanitarie

Sala StampaDi Sala StampaOttobre 5, 20264 min di lettura
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La Sanità incassa più fondi per il 2026, ma resta la grande incognita della crisi delle professioni sanitarie

La Sanità per il 2026 incassa 2,4 miliardi in più dalla manovra raggiungendo i 143 miliardi grazie anche alle risorse stanziate l’anno scorso e tra le sue priorità lancia un primo segnale al personale sanitario, vera emergenza del Ssn, con mini aumenti in busta paga per medici e infermieri e una prima tranche di assunzioni. Misure giudicate assolutamente insufficienti dai medici che definiscono la manovra «una deriva» e un «disastro per il Servizio sanitario nazionale e per i professionisti» annunciando mobilitazioni e barricate. Troppo cocente la delusione per lo stop in extremis del Mef a un emendamento che avrebbe reso subito disponibili le risorse extracontrattuali stanziate con aumenti già dal 1 gennaio. Difende la manovra il ministro della Salute Schillaci che parla di «incremento straordinario di risorse destinate alla sanità» segnalando gli investimenti nella prevenzione: dai fondi per la salute mentale (80 milioni nel 2026) ai circa 240 milioni per potenziare gli screening oncologici.

Tra le ultime modifiche approvate si segnala invece quella sulla farmaceutica che regala una boccata d’ossigeno alle aziende visto che il tetto della spesa farmaceutica che determina il payback per le imprese (gli acquisti diretti) cresce dello 0,30% sul fondo sanitario invece che dello 0,20%: complessivamente più di 400 milioni. Dal 2026 la quota di fondo sanitario complessiva destinata ai farmaci diventa dunque del 15,65% (+0,35%). L’ulteriore aumento del tetto sugli acquisti diretti viene coperto con un taglio di 140 milioni al fondo dei farmaci innovativi (che tutti gli anni è in avanzo) passando dunque da 1300 milioni all’anno a 1160 milioni. Abolito anche il payback sulla spesa convenzionata che costava alle aziende 170 milioni l’anno. Mentre per le imprese dei dispositivi medici il tetto di spesa cresce dello 0,20% (dal 4,4% al 4,6% sul Fondo sanitario): praticamente 280 milioni in più. Previsto anche un audit obbligatorio per tutte le Regioni che non rispettano i livelli minimi di cure (i cosiddetti Lea) per i cittadini: avranno due anni di tempo per mettersi in regola (ma non sono previste sanzioni). Approvata in extremis anche un ulteriore proroga dal 2027 al 2029 per la deroga dei titoli di studio per quei professionisti sanitari che arrivano al di fuori della Ue: una semplificazione nata durante il Covid che negli anni assomiglia sempre più a una pericolosa “scorciatoia” come dimostra il caso degli infermieri stranieri al San Raffaele che ha sollevato molte polemiche.

Ma veniamo alle misure principali: le risorse in più serviranno innanzitutto per le assunzioni e per far crescere gli stipendi facendo aumentare la voce dell’indennità di specificità. Sul primo fronte, però, rispetto alla vigilia quando si era immaginato un piano di assunzioni su tre anni molto più robusto di 25-30mila ingressi, i numeri si riducono solo a 6.300 infermieri e circa un migliaio di medici, in pratica poco più di 7mila nuovi operatori sanitari da assumere grazie ai 450 milioni “prenotati” dal 2026 in poi. Sul fronte degli aumenti di stipendio, la manovra potenzia ancora di più l’indennità di specificità di medici e infermieri, una voce che era già stata finanziata l’anno scorso e così nel 2026 i camici bianchi avranno complessivamente grazie anche agli aumenti della manovra del 2025 circa 3mila euro in più in busta paga – 230 euro lordi al mese – mentre gli infermieri vedranno aumentare lo stipendio di 1.630 euro lordi l’anno (circa 125 lordi al mese). Per vedere questi aumenti i sanitari dovranno però aspettare il rinnovo dei contratti e visto che sono stati firmati da poco quelli del triennio 2022-2024 ci vorrà ancora del tempo. Le Regioni potranno anche aumentare la parte variabile degli stipendi di chi lavora nei pronto soccorso. Fondi in più anche per le tariffe ospedaliere (i Drg) già aumentate di 1 miliardo per il 2026 e di 1,350 miliardi dal 2027: risorse che dovrebbe consentire alle strutture private di aggiornare i contratti del loro personale. Per ridurre le liste d’attesa aumenta anche di un punto il tetto di spesa per l’acquisto di prestazioni dagli erogatori privati accreditati. Infine la manovra stanzia 50 milioni l’anno per stabilizzare definitivamente la farmacia dei servizi dove diventerà sempre più la regola fare anche alcune prestazioni diagnostiche di base come un Ecg o un holter pressorio.

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