Si ferma la procedura per i 131 licenziamenti annunciati da Ericsson a Genova. Il gruppo svedese ha deciso di ritirarla dopo un intervento diretto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha avuto un’interlocuzione con l’amministratore delegato di Ericsson Italia, Andrea Missori. Una svolta che è stata comunicata nel corso dell’incontro al Mimit che si sta tenendo nel pomeriggio del 5 ottobre 2026 e che disinnesca, almeno per ora, la vertenza occupazionale e sposta il confronto sul terreno delle prospettive industriali del gruppo in Italia.
La notizia arriva da fonti di Palazzo Chigi. La procedura di licenziamento collettivo era stata avviata da Ericsson nell’ambito del processo di riorganizzazione aziendale e riguardava 131 lavoratrici e lavoratori della sede genovese. Una decisione che aveva aperto un fronte non soltanto occupazionale, ma anche industriale, per il peso del presidio tecnologico e di ricerca presente nel capoluogo ligure.
È in questo quadro che si è inserito l’intervento della premier. Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, Meloni ha telefonato direttamente a Missori e dall’interlocuzione è scaturita la decisione dell’azienda di ritirare la procedura sostituendola con incentivi all’esodo (48 mesi a quanto risulta al Sole 24 Ore) e a occupare posizioni in altre sedi del gruppo, in Italia e all’estero. Il passo indietro permette ora di aprire una nuova fase di dialogo sulle prospettive occupazionali e industriali di Ericsson nel Paese.
La partita, dunque, non si chiude con lo stop ai licenziamenti. Si sposta. Sul tavolo resta il nodo di come Ericsson intenda ridisegnare la propria presenza italiana e, in particolare, quale ruolo assegnerà al sito di Genova nel nuovo assetto del gruppo. È questo il punto destinato a pesare nel confronto che si apre ora tra azienda e Governo.
Palazzo Chigi definisce il ritiro della procedura «un passo importante per superare l’attuale fase di difficoltà e guardare alle prospettive del sito di Genova e del gruppo in Italia». L’Esecutivo, assicurano le stesse fonti, continuerà a seguire la vicenda con l’obiettivo di tutelare l’occupazione qualificata e il patrimonio di competenze tecnologiche presente nel Paese.








