Il Tribunale del Lavoro di Roma ha rigettato l’istanza di reintegro presentata dal giornalista Sigfrido Ranucci per tornare alla conduzione di Report, la storica trasmissione d’inchiesta di Rai3. I giudici hanno respinto il ricorso d’urgenza depositato dai legali del conduttore, confermando la validità dei provvedimenti adottati dai vertici di Viale Mazzini.
La pronuncia della magistratura del lavoro segna un punto di svolta nella complessa vicenda giudiziaria e professionale che ha travolto la testata d’inchiesta della tv pubblica. La Rai aveva rimosso Ranucci dalla guida del programma proponendogli incarichi alternativi — tra cui ruoli di rilievo al Tg3, a RaiNews24 o come corrispondente dall’estero — opzioni che l’ex conduttore ha sempre rispedito al mittente definendole “mortificanti per la storia del format e per la professionalità della redazione”.
In sede cautelare, il giudice del lavoro non ha ravvisato i presupposti per disporre il reintegro immediato alla conduzione, ritenendo legittima la prerogativa dell’azienda di riorganizzare i propri palinsesti e la gestione del personale.
Protesta dei giornalisti di Report (Rainews24)
Sul piano politico, le opposizioni – con esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e dell’Alleanza Verdi-Sinistra – continuano a denunciare quello che definiscono un attacco all’autonomia del giornalismo d’inchiesta e un tentativo di ridimensionare le voci critiche della tv di Stato.
Da parte loro, i vertici Rai e la maggioranza di governo hanno sempre ribadito che la riorganizzazione rientra nelle esclusive competenze editoriali ed gestionali dell’azienda.
La decisione del Giudice
La riorganizzazione della redazione di Report, con la contestuale sostituzione di Sigfrido Ranucci alla conduzione, non costituisce una sanzione disciplinare ma rappresenta un legittimo “strumento di tutela del sereno operare” del programma di fronte alle fortissime tensioni nate tra i membri della redazione. È quanto ha stabilito la dottoressa Donatella Casari, giudice del lavoro del Tribunale di Roma, nell’ordinanza di rigetto del ricorso d’urgenza presentato dal giornalista contro la decisione adottata dalla Rai a fine agosto.
I legali di Ranucci
Nonostante il no della magistratura alla misura cautelare, i legali di Ranucci – gli avvocati Franco Focareta, Franco Scarpelli, Stefano Rossi e Roberto De Vita – hanno annunciato l’intenzione di proseguire la battaglia legale: “Rispettiamo ma non condividiamo la decisione, che non esaurisce una vicenda fondamentale per la libertà di informazione e l’autonomia professionale nel servizio pubblico. Valuteremo le ulteriori iniziative da assumere: le battaglie di principio giuste si continuano”.












