Assicurare trasparenza, verificabilità, supervisione umana e tutela del diritto di difesa sull’intelligenza artificiale. Prevedere una motivazione rafforzata degli atti fiscali basati sull’AI e valutare la classificazione dei sistemi come ad alto rischio, con il suggerimento di attribuire al Garante nazionale del contribuente funzioni di controllo sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte del Fisco. Ma è necessario mantenere e rafforzare un forte presidio sugli accessi e gli utilizzi indebiti dei dati sulla fiscalità. Sono alcune delle conclusioni indicate dal presidente della Commissione bicamerale di vigilanza sull’Anagrafe tributaria Maurizio Casasco (Forza Italia) al termine l’indagine conoscitiva su «Misure di contrasto all’evasione fiscale, sicurezza delle banche dati dell’anagrafe tributaria e tutela della riservatezza dei dati dei contribuenti». Un monitoraggio ad ampio raggio delle potenzialità delle circa 200 banche dati di cui si compone il sistema integrato della fiscalità (Sif) e che possono essere utilizzate dall’amministrazione finanziaria. L’indagine, dopo l’approvazione della prossima settimana, sarà presentata alla Camera presso la Sala della Regina il 17 novembre.
Il bilanciamento tra privacy e contrasto all’evasione
La lotta all’evasione richiede un bilanciamento con la privacy. Sottolinea Casasco: «In conformità alle indicazioni della Corte Costituzionale, la Commissione ha salvaguardato il principio per cui l’attività di accertamento dei tributi non può essere impedita dalla pur legittima necessità di tutelare l’interesse privato alla riservatezza ma deve sempre realizzare una ragionevole bilanciamento tra le due esigenze, mettendo in luce come un’interpretazione restrittiva di uno Stato rispetto agli altri, possa incidere sulla competitività economica all’interno dell’Unione europea». Il riferimento è alla possibilità di effettuare web scraping che, come emerso durante l’audizione del direttore delle Entrate Vincenzo Carbone del 29 ottobre 2025, è consentita in Francia ma non in Italia.
Lo scambio di informazioni
La Commissione punta in modo deciso sull’interoperabilità delle banche dati perché «consente di valorizzare il patrimonio informativo esistente, favorendo la condivisione delle informazioni tra amministrazioni e rendendo possibile una più efficace attività di controllo, programmazione e supporto alle decisioni». Allo stesso tempo «l’evoluzione dei processi di interoperabilità debba procedere parallelamente al rafforzamento dei sistemi di sicurezza, attraverso la piena tracciabilità degli accessi, l’adozione di meccanismi di audit periodico e la costante verifica della proporzionalità dei trattamenti effettuati. L’obiettivo non deve essere quello di limitare la circolazione delle informazioni necessarie allo svolgimento delle funzioni pubbliche, bensì quello di assicurare che tale circolazione avvenga all’interno di un quadro di regole trasparente, controllabile e rispettoso dei diritti fondamentali».
La sperimentazione di una sandbox sull’AI
La Commissione valuta poi positivamente «la possibilità di attivare una sandbox dedicata alla sperimentazione dell’intelligenza artificiale in ambito fiscale che consenta di testare in condizioni controllate sistemi di intelligenza artificiale destinati, tra l’altro, all’analisi del rischio fiscale, alla prevenzione delle frodi, all’individuazione delle anomalie, alla promozione dell’adempimento spontaneo e alla semplificazione dei rapporti tra amministrazione e contribuente».
Dati bancari
La Commissione guarda con attenzione alla proposta della Guardia di finanza di passare dalla trasmissione annuale a quella mensile delle informazioni contabili dell’Archivio dei rapporti finanziari, per renderle disponibili più tempestivamente alle amministrazioni competenti.










