«Molti giovani rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi realizzare. La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. È una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando alla cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito del Lavoro” ai Cavalieri del Lavoro nominati il 2 giugno 2026.
«Le prospettive dei giovani sono, com’è evidente, cruciali per determinare l’evoluzione della nostra società, della nostra economia, dei nostri modelli di vita. Le preoccupazioni del presente devono specchiarsi nell’impegno a progettare il futuro», ha aggiunto. «In questo percorso rappresenta, per il nostro Paese, un grave peso il bilancio negativo delle migrazioni giovanili», ha spiegato, facendo riferimento alle parole del presidente della Federazione, Ugo Salerno, «che ringrazio: dobbiamo dar vita a condizioni per rendere attraente ai giovani il ritorno». Per Mattarella «molti rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi realizzare».
Mattarella: Magnati insofferenti alle regole incidono sulle nostre libertà»
«Insensate guerre di aggressione, delegittimazione del diritto internazionale, barriere protezionistiche, politiche neo-imperialistiche, l’insicurezza delle rotte marittime, rincari dell’energia che ne sono derivati e che alimentano l’inflazione, pretese neo-monopoliste: tutti questi dissennati fenomeni – ha detto il Capo dello Stato – stanno producendo effetti gravemente negativi sulle catene del valore, sulla libertà dei commerci e si riflettono sulle stesse libertà del nostro modello di vita, con cosiddetti magnati, insofferenti alle regole della comunità, siano esse statuali o sovranazionali, con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale».
Secondo il Capo dello Stato serve «un opportuno e coinvolgente incontro tra generazioni, in una stagione in cui squilibrio demografico e accelerazioni tecnologiche rendono più problematica questa alleanza. I valori del lavoro sono, del resto, posti alla base della Repubblica così come i valori dell’educazione e dell’istruzione. Diritto al lavoro e diritto alla scuola si realizzano necessariamente insieme. È nella coesione che una società cresce meglio e di più».










