Slitta ancora la tassa italiana sui mini pacchi. L’avvio del contributo da 2 euro sulle spedizioni extra Ue di valore inferiore a 150 euro è previsto dal primo gennaio 2027 e non più dal primo dicembre. Il rinvio è contenuto nel decreto legge approvato in Consiglio dei ministri, all’articolo 1, insieme alle risorse per l’autotrasporto.
L’iter accelerato in Cdm
Le due misure erano state inserite nello stesso emendamento del Governo al decreto bollo auto (Dl 162/2026), presentato e accantonato mercoledì in commissione Finanze alla Camera. Per rendere subito disponibili i fondi alle imprese, l’emendamento è stato trasformato in un articolo del nuovo decreto, che ha assorbito anche lo slittamento del prelievo. In questo modo il rinvio non dovrà attendere la conversione del decreto bollo auto, prevista entro il 16 novembre.
Ogni mese “costa” 20,4 milioni
Per il prelievo nazionale è il quarto rinvio. Introdotto dalla legge di Bilancio 2026 con partenza dal primo gennaio, è stato spostato a luglio, poi a ottobre e infine, proprio con il decreto bollo auto, al primo dicembre. Secondo le relazioni tecniche, ogni mese di sospensione vale 20,4 milioni di euro di minori entrate, calcolati sul gettito stimato quando la misura fu introdotta. Con dicembre il conto sale quindi a oltre 122 milioni.
La tassazione partita a Bruxelles
Nel frattempo la stretta sui piccoli pacchi è partita a livello europeo. Dal primo luglio è in vigore il dazio forfettario da 3 euro sui beni sotto i 150 euro, che nei primi due mesi ha ridotto il flusso merci quasi del 40%. Dal primo novembre si aggiungerà la handling fee Ue da 2 euro, il contributo per la gestione doganale delle spedizioni. Con lo slittamento del prelievo nazionale, fino alla fine dell’anno sugli acquisti extra Ue di modico valore si applicheranno quindi solo le due misure europee, per un totale di 5 euro a spedizione dal primo novembre.





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