Nei primi nove mesi del 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, “sono aumentate di poco più di 2 milioni le prenotazioni effettuate” nei tempi previsti, “complessivamente un 10% in più” e, “sul rispetto dei tempi di attesa, a livello nazionale aggregato c’è un miglioramento sia sulle prime visite che sugli esami diagnostici”. Sono però circa 4 milioni le prenotazioni oltre i tempi previsti. È quanto ha rilevato il Direttore Generale di Agenas, Angelo Tanese, presentando oggi il “Bollettino liste di attesa numero 1” con i dati dei primi 9 mesi del 2026, aggiornati al 30 settembre scorso.
Per le prime visite “le classi che tendono a migliorare con una percentuale superiore al 3% sono l’urgente, la breve e la differita, quindi quelle con maggiori priorità; anche per gli esami diagnostici si conferma un quadro complessivo di miglioramento. Un dato incoraggiante che sta a cominciando a confermare un trend positivo”, ha evidenziato il dg dell’Agenzia nazionale per i
servizi sanitari regionali.
Il rispetto dei tempi di attesa delle prime visite ed esami diagnostici delle singole regioni nei primi 9 mesi del 2026 mostra un andamento positivo, pur con andamenti differenziati. Situazioni più critiche in Umbria e Puglia, entrambe però in miglioramento, e in Sardegna. E conferma la “necessità di proseguire un confronto puntuale con le singole Regioni”.
In particolare per le prime visite, quattro regioni evidenziano una percentuale di rispetto dei tempi inferiore al 70%, in questo gruppo tutte registrano un miglioramento ad eccezione della Sardegna: Friuli-Venezia Giulia (67,8%), Sardegna (64,3%, in calo rispetto al 68%), Umbria (62,7%), Puglia (55,3%).
Le regioni con le performance migliori e sopra il 90% sono invece: Basilicata (99%), Marche (94,7%), Lazio (92,3%), Veneto (90,5%), ma in alcuni casi l’alta percentuale potrebbe essere riconducibile a un eccessivo numero di prescrizioni programmabili a 120 giorni (classe P) e dunque riconducibile a una criticità di appropriatezza prescrittiva da parte del medico ovvero di presa in carico dei pazienti in tempi troppo lunghi.
Per gli esami diagnostici tre regioni registrano una percentuale di rispetto dei tempi inferiore al 70%: Valle d’Aosta (69,7%), Umbria (64,7%), Puglia (63,4%). Invece con performance migliori sopra il 90% sono Veneto (97%), Campania (95,8%), Basilicata (95,1%), Marche (92,5%), Lazio (90,7%),Toscana (90%).











