Non è stata la no tax area per gli under 25 e nemmeno la flat tax per gli under 35. Al centro del pacchetto giovani presentato ieri dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo il via libera del consiglio dei ministri alla manovra c’è un premio per i giovani lavoratori. Che non è un assegno, ma un prelievo ridotto sugli incrementi per il 2027, che siano aumenti in busta paga o scatti di carriera: si tratta di «un’imposta sostitutiva dell’1 per cento sugli incrementi del reddito da lavoro dipendente dei giovani lavoratori», entro limiti di reddito e di importo. Un limite che, come ha detto la premier stessa, è stato fissato a 2.500 euro, da ricevere in dodici mensilità o in un’unica soluzione. La platea è quella degli under 30, come anticipato nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
La fuga dei giovani
L’obiettivo dichiarato è trattenere i giovani in Italia. «Vogliamo che un ragazzo che inizia a lavorare in Italia senta che questa nazione vuole spronarlo», ha spiegato Meloni, aggiungendo che il governo intende evitare che i ragazzi ritengano di dover «fare le valigie» per costruirsi un futuro.
Un fenomeno che i numeri misurano da anni. Secondo il Cnel, tra il 2011 e il 2024 sono espatriati 630mila giovani tra i 18 e i 34 anni, 78mila nel solo 2024, con una perdita di capitale umano stimata in circa 160 miliardi di euro. Nel 2025, secondo l’Istat, gli espatri di cittadini italiani sono però scesi a 109mila, dai 141mila dell’anno precedente.
Poi c’è il disagio giovanile tornato nelle piazze in queste settimane, richiamato dalla stessa premier. Le risposte della manovra, ha detto, non sono rivolte a chi «per manifestare ritiene di dover devastare un negozio», ma a chi organizza assemblee studentesche, a chi «ha ragione nel dire che gli affitti sono troppo alti» e a chi ritiene che i salari italiani non siano al pari di quelli di altri Paesi. «Non è vero che le istituzioni non ci sono per questi ragazzi», ha aggiunto, ricordando il piano casa, pensato prioritariamente per giovani e giovani coppie, e gli interventi sugli studentati.
Le altre misure
Il premio si inserisce in un pacchetto più ampio. Sugli affitti a canone concordato l’aliquota della cedolare secca scende al 5%, che diventa 1% quando l’inquilino ha fino a 35 anni (si veda il servizio a pagina 11), mentre il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha elencato la conferma delle agevolazioni per le ristrutturazioni della prima casa, un bonus mobili da 5mila euro e il rafforzamento del meccanismo «chi più assume meno paga», portato al 140% per le assunzioni di giovani e al 180% per le lavoratrici madri.




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