Poco più di 439mila acri di vigneto, corrispondenti a circa 177.700 ettari. È lo “standing acreage” di inizio agosto 2026 stimato dalla California association of winegrape growers (Cawg), insieme alle principali associazioni di viticoltori e produttori dello Stato. Il dato certifica un ulteriore ridimensionamento della superficie vitata nel primo polo vitivinicolo statunitense, con una contrazione dell’11% rispetto allo scorso anno. Stando ai nuovi conteggi, elaborati nell’ambito del progetto “California winegrape mapping”, basato su strumenti di remote sensing, IA e rilevazioni a terra, sarebbero usciti dal catasto vitivinicolo californiano oltre 47mila acri, pari a circa 19.100 ettari.
Una perdita riconducibile a nuovi espianti e abbandoni, in un contesto caratterizzato da una domanda strutturalmente più debole e da un persistente squilibrio dovuto a un’offerta, tra vini e uve, superiori alla capacità di assorbimento del mercato. Il surplus sta aumentando la pressione sui bilanci aziendali e accentuando il fenomeno dell’overstocking – osservano gli analisti – determinando frequenti svalutazioni degli asset.
Sul mercato del vino incide anche la crescente polarizzazione della spesa. La cosiddetta K-shaped economy – spiegano gli esperti – sta ampliando la distanza tra le diverse fasce di consumatori e, di riflesso, tra i segmenti che compongono la variegata offerta di vini locali. A risultare maggiormente esposte sono soprattutto le categorie intermedie e di primo prezzo, dove la maggiore pressione promozionale e competitiva tende ad accentuare squilibri e svalutazioni.
A confermare la debolezza sono anche le stime della Silicon valley bank (Svb), che nel 2025 dimensionano il mercato vinicolo statunitense attorno a 329 milioni di casse (-2% su base annua), per un giro d’affari di circa 74,3 miliardi di dollari, in flessione dell’1,6 per cento. La fase di correzione, peraltro, non sarebbe ancora conclusa. Secondo le valutazioni di Svb, la contrazione dovrebbe proseguire, seppure a un ritmo più attenuato, anche nel 2026, mentre il mercato potrebbe toccare il punto di minimo tra il 2027 e il 2028, prima di iniziare un percorso di assestamento e di prevedibile ripartenza.











