I software velocizzatori per la trasmissione dei dati degli scontrini telematici finiscono nel mirino delle Entrate. L’Agenzia «non solo si è attivata per sensibilizzare gli esercenti a non utilizzare tali applicativi, ma ha individuato soluzioni tecniche attualmente in fase di sperimentazione di test idonee ad intercettare e inibire l’utilizzo dei velocizzatori». A spiegarlo è stata la sottosegretaria al ministero dell’Economia Lucia Albano in risposta a un question time in commissione Finanze alla Camera presentata dal suo partito, Fratelli d’Italia, con primo firmatario Saverio Congedo.
I dati Pos scontrini
La richiesta è partita dai dati sull’obbligo di connessione tra registratori telematici e Pos, anticipati da «Il Sole 24 Ore» e su cui la Corte dei conti ha fornito nelle audizioni sul Dpfp un aggiornamento a fine settembre con un’effetto emersione di 13,5 miliardi rispetto agli stessi mesi del 2025, quando l’obbligo di allineamento non c’era.
L’interazione con il software dell’Agenzia
La questione affrontata nella risposta riguarda i software «velocizzatori». Come ha spiegato la sottosegretaria nella risposta, gli applicativi in questione “mascherano” «l’interazione con la procedura web “Documento commerciale online” dell’Agenzia, consentendo la generazione e l’emissione dei documenti commerciali con un’interfaccia diversa da quella resa disponibile proprio dall’Agenzia».
Il rischio violazione degli obblighi di certificazione
Con un problema, però, non di poco conto, che rischia di compromettere il rispetto degli obblighi di certificazione fiscale e il flusso di dati sugli scontrini e quindi mette a rischio la raccolta di informazioni che rappresentano un patrimonio strategico e versatile sui più fronte nella lotta all’evasione. Succede, infatti, che «ogni qual volta l’Agenzia individua la propria procedura, questi applicativi si bloccano, esponendo l’esercente al rischio di violazione degli obblighi di certificazione fiscale».
Il 95% di commercianti ed esercenti usa il registratore telematico
Facciamo un ulteriore passo indietro. Sono due gli strumenti per l’assolvimento dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi: il «registratore telematico», ad oggi utilizzato da circa il 95% degli esercenti, e la procedura web denominata «Documento Commerciale Online», utilizzata dal restante 5 per cento.











