“Accanto alle Forze Armate, il cui contributo fu essenziale sin dalle prime ore del disastro, si affiancavano giovani che spalavano il fango, che liberavano le strade dalle macerie, che salvavano i libri della Biblioteca
nazionale, che mettevano in sicurezza le opere d’arte degli Uffizi, della Basilica di Santa Croce, del Battistero di San Giovanni, del museo Archeologico e di quello del Bargello”. Così nel suo intervento a Firenze il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 60° anniversario dell’alluvione. “Giovani che si mescolavano alla gente di Firenze – ha detto ancora il capo dello Stato – che formavano catene per sottrarre alla rovina testimonianze preziose di una storia che appartiene a ogni essere umano. Una storia che tanto ha contribuito alla stessa idea di Italia. Giovani che, alla sera, affaticati e infangati, cantavano insieme, si conoscevano e scoprivano di essere molto più vicini di quanto non dicessero i luoghi da cui erano partiti. Un insegnamento, una lezione che non dobbiamo dimenticare”.
Continua a Leggere
© 2026 Italia Parlare. Tutti i diritti riservati.











