Dopo l’incremento di maggio (+6%), i consumi di gas salgono ancora a giugno del 3 per cento, spinti dall’aumento della domanda del termoelettrico (+11% rispetto allo stesso periodo del 2025) per via dell’ondata di calore che è iniziata a maggio ed è proseguita nelle settimane successive e che ha accelerato il fabbisogno di gas proveniente dal residenziale e dal terziario (+4%). È questa la fotografia scattata da Snam che restituisce un quadro rassicurante sul fronte delle forniture nonostante le turbolenze geopolitiche.
Sistema resiliente nonostante la guerra
Se si guarda agli approvvigionamenti di gas naturale liquefatto (Gnl), si vede infatti che l’impatto del blocco dello stretto di Hormuz sul Gnl si è manifestato solo sul mese di giugno (con una flessione di mezzo miliardo di metri cubi rispetto allo stesso mese del 2025), come effetto del calo di forniture di gas qatarino dopo i danni provocati dai droni iraniani agli impianti di liquefazione del Paese, a cominciare da quello di Ras Laffan. Nel semestre, invece, il gas in arrivo via mare ha fatto registrare un aumento del 5 per cento. E il trend risulta crescente confrontando i volumi di Gnl arrivati in Italia negli ultimi 3 anni: si passa, infatti, dai 7,6 miliardi di metri cubi del 2024 ai 10,3 miliardi di metri cubi del 2025, fino ai 10,7 miliardi dei primi sei mesi di quest’anno.
Sempre più gas Usa via mare
Ma da dove sono giunti i quasi 11 miliardi di metri cubi Gnl approdati in Italia nel primo semestre? Dei 110 carichi complessivamente arrivati, 70 navi sono arrivate dagli Stati Uniti, 15 dall’Algeria, 13 dal Qatar (impattato, come detto, dagli effetti del conflitto tra Usa e Iran), 5 dalla Nigeria e 2 carichi ciascuno da Congo, Trinidad & Tobago e da Mauritania & Senegal e 1 dalla Guinea Equatoriale).
Algeria primo fornitore
Nel complesso il Gnl rappresenta il 32% del gas immesso in rete nei primi sei mesi dell’anno. Al primo posto, nella classifica dei fornitori, resta il gas via tubo in arrivo dall’Algeria (35%). Considerando, poi, quello giunto attraverso il Tap dal giacimento azero di Shah Deniz (15%) e il metano libico (1%), si vede come l’83% dei flussi da gennaio a giugno entrati nella rete nazionale sono giunti dai tubi che approdano a sud (Mazara del Vallo, punto di sbocco del gas algerino, Gela per quello libico e Melendugno per il gas azero) e, attraverso i rigassificatori, dal mare.
Stoccaggi italiani già al 69 per cento
Grazie alla diversificazione, dunque, il sistema ha fronteggiato gli effetti dell’ultima guerra e si prepara in vista della stagione invernale con un riempimento degli stoccaggi che non ha registrato per ora criticità. Anzi, l’Italia ha raggiunto il 69% di riempimento, 19 punti sopra la media europea e 27 sopra la Germania. Una percentuale che colloca il nostro Paese in cima a tutti gli Stati europei per volumi di gas già stoccati.









