Sotto un cielo di nuvole veloci, fra il canto di uccelli tropicali e un aroma inconfondibile, crescono alberi di cacao ricchi di frutti pronti per essere raccolti. Non siamo in una foresta del Sud America, ma nel grande atrio che è cuore della nuova Città del Cioccolato, museo esperienziale nel centro storico di Perugia che dallo scorso novembre è diventato il più grande hub al mondo dedicato al racconto e all’esperienza, appunto, di uno degli alimenti più amati del pianeta.
Il recupero del Mercato coperto
Dopo anni di disuso, gli spazi modernisti del Mercato Coperto, fatto costruire negli anni Trenta per ospitare i banchi dei commercianti del capoluogo umbro, erano da tempo alla ricerca di un progetto che li riportasse al centro della vita della città. E per fortuna hanno trovato l’intuito di Eugenio Guarducci, l’imprenditore che nel 1994 ha creato Eurochocolate, manifestazione internazionale dedicata al cioccolato, che negli anni ha trasformato Perugia in una delle destinazioni preferite dai suoi estimatori e che nella scorsa edizione ha attratto in città oltre un milione di visitatori.
Dando vita a una nuova società, Destinazione Cioccolato Srl, e raccogliendo tramite crowdfunding 198 investitori, ha firmato con il Comune una concessione trentennale di affitto del Mercato Coperto e investito 6 milioni in un progetto che a pochi mesi dal suo lancio è già un successo: «Abbiamo registrato già 25mila ingressi, oltre le nostre aspettative – racconta Guarducci –. Credo già che dovremo assumere nuovo personale».
Percorso multimediale e multisensoriale
Un successo generato dalla stessa, peculiare formula della Città, che offre sia un percorso di approfondito e multiforme racconto del cacao e del cioccolato – con pannelli, vetrine, installazioni multimediali e multisensoriali che ne raccontano la storia e la geografia, anche con il supporto di pezzi di preziose collezioni –, sia una “fabbrica del cioccolato” dove si può realizzare la tavoletta preferita, degustare i diversi cru, acquistare le creazioni più celebri insieme alle più rare in un enorme Choco Shop. Il tutto abbracciati da un panorama che si apre luminoso sull’ampia valle umbra.
L’arte (anche industriale) di lavorare il cacao
Originale e avvincente è anche il racconto della storia industriale del cioccolato, dalle più lontane origini, l’importazione dei semi da parte di Hernán Cortés in Spagna nel Cinquecento, fino alla nascita delle grandi aziende in Svizzera e Belgio fra XIX e XX secolo. E si scopre, o si ricorda, che anche l’Italia è ricca di distretti del cioccolato: quello piemontese, con la Torino dei Savoia dove nascono il bicerin e il gianduiotto, ma anche la Sicilia con Modica («dove si produce il cioccolato come facevano gli Aztechi», nota l’imprenditore), accanto a realtà meno note come la Toscana, «con un distretto fondato dai Medici e che tuttora è popolato di piccole aziende d’eccellenza e all’avanguardia», prosegue Guarducci.












