«C’è tutto un mondo intorno» cantavano i Matia Bazar. Intorno agli annunci sugli affitti brevi c’è un mondo in cui il nero dell’evasione o dell’abusivismo finisce a volte per colorarsi addirittura dei connotati della truffa. Dalle operazioni per il Giubileo a Roma a quelle dei comandi provinciali nelle altre province d’Italia (da Nord a Sud), la Guardia di Finanza tiene sotto controllo il business delle locazioni non superiori a 30 giorni. Business che la spinta turistica sull’Italia nel periodo post Covid sta facendo progressivamente dilatare e in cui, oltre alla stragrande maggioranza di operatori regolari e rispettosi delle regole, si cela anche qualche malintenzionato che punta ad arricchirsi ai danni di viaggiatori ed Erario.
Non solo violazioni fiscali
Il bilancio delle operazioni concluse nell’ultimo anno lo dimostra. A fine febbraio le Fiamme gialle di Brescia hanno reso noto l’esito di un intervento capillare su tutto il territorio provinciale, che ha abbracciato il capoluogo di provincia, il lago di Garda e le località montane. In tutto 32 controlli che hanno fatto emergere oltre 750mila euro sottratti a tassazione, sette evasori totali e 13 violazioni delle norme regionali sulle case vacanza. Le verifiche effettuate hanno riguardato anche l’utilizzo di forza lavoro non regolarizzata, il rispetto delle norme sulla sicurezza delle strutture e degli obblighi di comunicazione degli ospiti.
Scenario non molto diverso da quello scoperto dalla tenenza di Tione di Trento. Partendo da annunci pubblicati online e sui social network con prezzi troppo bassi per le località e per il periodo dell’anno, sono scattati approfondimenti anche attraverso sopralluoghi in una serie di località turistiche di Valli Giudicarie, Val Rendena e Valle del Chiese. Risultato? Sono stati individuati 16 contribuenti che in cinque anni avevano totalizzato 470mila euro di redditi non dichiarati da affitti.
Le case vacanze di lusso
Anche le case vacanze di lusso non sfuggono all’evasione. Il comando provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo, nelle indagini dirette dalla Procura di Firenze, hanno eseguito perquisizioni e un decreto di sequestro preventivo di beni finalizzato alla confisca, emesso dal Gip del Tribunale del capoluogo regionale, per oltre 7,4 milioni di euro, nei confronti dell’amministratore di una società esterovestita (formalmente con sede nel Regno Unito ma di fatto operante in Italia) in totale evasione di imposte, nell’intermediazione di locazioni turistiche di lusso.
Gli annunci «trappola»
A volte, poi, le case vacanza sono fantasma non solo per il fisco, ma in assoluto. Lo dimostra l’operazione condotta dalla compagnia di Velletri e coordinata dalla Procura locale che ha fatto emergere una truffa da oltre un milione di euro. Tutto si basava sulla pubblicazione su siti e piattaforme online di annunci relativi ad appartamenti per locazioni brevi e camere in bed e breakfast a Roma. Ma si trattava di immobili che non erano nella disponibilità degli inserzionisti. Una volta effettuati i pagamenti tramite carta di credito, le somme confluivano sui conti correnti di una società creata appositamente per raccogliere i proventi della truffa. Da qui, il denaro veniva rapidamente trasferito, attraverso bonifici, a ulteriori società riconducibili al gruppo, alcune delle quali con sede anche all’estero. Le attività investigative hanno portato anche al sequestro preventivo di oltre 145mila euro, scoperti sui conti della società destinataria dei versamenti.









