E’ pronto il piano d’azione del laboratorio sperimentale “Water Resilience”-Bacino dell’Arno, nato un anno e mezzo fa dall’iniziativa del gruppo francese del lusso Kering per coordinare istituzioni pubbliche, imprese, università, comunità scientifica e operatori finanziari negli interventi lungo il fiume Arno, con l’obiettivo di difendere da siccità, alluvioni e inquinamento il bacino che parte dal Casentino, attraversa la piana di Arezzo, scorre a Firenze, Pisa e sfocia nel mar Tirreno.
«La collaborazione tra attori diversi è fondamentale per generare un cambiamento positivo», ha spiegato Marie-Claire Daveu, chief sustainability and institutional affairs officer di Kering, presentando il laboratorio in Palazzo Medici Riccardi a Firenze, nei giorni in cui si celebra il 60esimo dell’alluvione che devastò la città e innescò una straordinaria catena di solidarietà e aiuti internazionali. «Ciò che è mancato finora è una piattaforma comune – ha aggiunto la manager – che coordinerà progetti diversi, metriche di misurazione, azioni del pubblico e del privato, e svilupperà un modello finanziario innovativo».
L’innovazione, da affiancare a filantropia, finanziamenti pubblici, crowdfunding, è costituita dai resilience bond, obbligazioni che saranno emesse da aziende o consorzi per sostenere gli interventi. «Stiamo cercando di coinvolgere il settore assicurativo e bancario e il mondo delle imprese», ha spiegato Alessandro Leonardi, ceo di Etifor, spinoff dell’Università di Padova che si occupa di consulenza e ricerca nel campo della sostenibilità ambientale, e che gestirà il laboratorio. «Il nostro obiettivo è rendere la resilienza idrica come nuovo asset class di investimento – ha precisato Leonardi – Vogliamo convertire i rischi futuri in valore presente».
Tra i finanziatori del Water Resilience Lab ci sono, oltre al gruppo Kering, l’altro gruppo francese del lusso Lvmh, il brand Burberry, il marchio di profumeria artistica Giardini di Toscana, l’azienda aretina produttrice di lingotti in oro Italpreziosi. A questi si aggiungono soggetti che sostengono singoli progetti.
Finora sono stati raccolti 1,5 milioni di euro, più del 20% di quanto serve per realizzare i primi sei progetti programmati (che valgono sei milioni di euro), tra cui quattro bacini di ritenzione per raccogliere l’acqua e riforestare un’area che abbraccia Prato e Pistoia, lungo i fiumi Bisenzio e Ombrone, e anche la riforestazione del bacino del fiume Era vicino a Pisa. L’obiettivo finale è trattenere 48 milioni di metri cubi d’acqua al 2050 per mitigare il rischio alluvione del bacino dell’Arno, riducendo il picco di piena del 16,8%: il laboratorio si farà carico del 25% di questa sfida.











