La misura massima dell’aiuto è di 500 euro al mese, ma è potenziata fino a 650 euro al mese nella Zona economica speciale del Mezzogiorno (Zes unica): fra le Regioni coperte dall’incentivo, in linea con la recente estensione della Zes, ci saranno, oltre ad Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, anche Marche e Umbria.
Se il bonus giovani del decreto Coesione non dovesse essere prorogato, dal 1° maggio si tornerà allo sgravio strutturale del 50% dei contributi, fino a 3mila euro all’anno (250 euro al mese), per i datori di lavoro privati che assumono stabilmente giovani under 30. In alternativa, si può sempre ricorrere all’apprendistato, che comporta agevolazioni contributive e retributive per i giovani fino a 29 anni.
Disoccupati over 35 nella Zes
Lo stesso meccanismo previsto per prorogare il bonus giovani è stato esteso all’aiuto per la Zes. Per assumere nella Zona economica speciale lavoratori over 35, disoccupati da almeno 24 mesi, le aziende sotto dieci dipendenti potranno fruire fino ad aprile di uno sgravio del 70% dei contributi, a meno che con l’assunzione non scatti un incremento occupazionale netto. In questo caso, l’incentivo continuerà a essere applicato al 100 per cento. Se da maggio uscisse di scena questo bonus, per le assunzioni nel Mezzogiorno (di tutti i lavoratori) resta applicabile la nuova decontribuzione Sud, pari – nel 2026 – al 20% dei contributi a carico del datore (fino a 125 euro mensili).
Donne svantaggiate
Guarda a specifiche categorie di lavoratrici lo sgravio dal 100% dei contributi fino a 24 mesi, previsto per assumere donne a tempo indeterminato, che è stato prorogato a tutto il 2026. Nei primi nove mesi del 2025 ne hanno fruito 68.234 rapporti. Per accedere all’aiuto, bisogna assumere donne senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, o da almeno sei mesi se residenti nella Zes unica, o svantaggiate perché svolgono attività in settori caratterizzati da una accentuata disparità di genere (come ad esempio costruzioni e trasporti). È sempre necessario l’incremento occupazionale netto.









