La tragedia dell’auto lanciata sulla folla a Modena ha aperto un confronto politico immediato scaturito dalle origini dell’attentatore di Salim el Koudri, italiano di seconda generazione. Il vice-premier e leader della Lega Matteo Salvini ha rilanciato la sua linea dura anti-migranti: Se la fiducia viene meno e tu commetti un reato grave un Paese serio ti revoca il permesso di soggiorno, la cittadinanza e ti espelle immediatamente, non possiamo dare contratti a vita”. Successivamente ha aggiunto: “Se commetti un crimine grave ti revoco il permesso di soggiorno e la cittadinanza, in un paese serio funziona così, si tratta di legittima difesa”. La Lega ha parlato di una rifinitura delle proposte sulla sicurezza già presentate nei giorni precedenti.
Di rimpallo l’altro vice-premier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani ha preso le distanze, ricordando che l’autore dell’episodio è cittadino italiano: “Chi è stato protagonista dell’evento di ieri non aveva un permesso di soggiorno: era cittadino italiano”. In altre formulazioni ha chiarito: “Chi è stato protagonista dell’evento di ieri non aveva un permesso di soggiorno, è cittadino italiano”. La sua obiezione è dunque che il caso non riguarda il tema dell’espulsione amministrativa di uno straniero regolare. E i fatti gli danno ragione, almeno fino ad ora, dato che anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel vertice in Prefettura ha ribadito che si tratta di un cittadino affetto da gravi disturbi schizoidi di personalità e che non si tratta, da quanto emerso fino ad ora, di una questione legata a terrorismo islamico e radicalizzazione.
Anche Maurizio Lupi, di Noi Moderati, in seno alla Maggioranza, invita ad aspettare le indagini “aumentando la vigilanza e le misure di sicurezza, senza cedere alla paura e senza cadere in facili reazioni istintive”.
E mentre sul piano istituzionale sono arrivate manifestazioni di vicinanza ai feriti e agli operatori coinvolti, con il Capo dello Stato Mattarella e la premier Meloni in visita negli ospedali, sono continuate le polemiche politiche.
Il Partito Democratico, con la leader Elly Schlein e il presidente Stefano Bonaccini, anche loro a Modena, portano solidarietà a tutta la comunità cittadina.
Alleanza Verdi e Sinistra replica direttamente a Salvini, con il deputato Filippo Zaratti che invita il leader della Lega a “non dire stupidaggini”. Mentre il coportavoce dei verdi, Angelo Bonelli chiede di “evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione politica e di fermare la corsa di chi prova a trasformare una tragedia in propaganda”, e successivamente taglia di netto la questione: “Per Salvini il dolore è un bancomat elettorale. Basta sciacallaggio”.
Carlo Calenda, leader di Azione accusa: “Vedo tanti sciacalli a due zampe cercare di sfruttare la rabbia per quanto accaduto per fini elettorali. Solidarietà ai feriti e gratitudine per chi ha fermato l’assassino”.
Come Salvini anche il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci insiste sul parallelismo con attentati islamici: “La smettano anche i giustificazionisti che vogliono derubricare il caso a follia di uno psicopatico. Le dinamiche sociali e ideologiche valgono sempre o solo quando fa comodo? Se una donna viene uccisa, si parla subito di Patriarcato e mascolinità tossica. Se una vittima è straniera o nera, si parla immediatamente di odio razziale e clima culturale. Se un omosessuale o un trans viene picchiato non vi è dubbio: si tratta di omotransfobia. Ma se un uomo islamico, magrebino di seconda generazione travolge civili innocenti usando modalità identiche a quelle usate dagli islamici in decine di attentati già visti in Europa, allora improvvisamente spariscono tutte le analisi sociali, culturali e ideologiche. Restano solo i ‘problemi psicologici’. Perché, allora, le spiegazioni culturali valgono sempre, oppure non valgono, solo quando la realtà mette in crisi una certa ideologia?”.








