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Home » Batterie per l’industria, progetto di Proteo (Marchesini) per Florim
Economia

Batterie per l’industria, progetto di Proteo (Marchesini) per Florim

Sala StampaDi Sala StampaFebbraio 11, 20263 min di lettura
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Batterie per l’industria, progetto di Proteo (Marchesini) per Florim

Proteo Engineering (società all’80% del gruppo bolognese Marchesini) ha realizzato per l’azienda della ceramica Florim un sistema di stoccaggio elettrico a batteria da 5 MWh integrato a impianto solare presso lo stabilimento di Fiorano Modenese: si stima l’entrata in funzione entro febbraio. Servirà per stoccare gli esuberi di energia elettrica prodotta dai quattro impianti fotovoltaici di Florim in loco – costruiti dal 2021 al 2025 – durante il giorno, per renderli poi utilizzabili nel processo produttivo durante le ore notturne, riducendo così con l’autoconsumo l’acquisto di energia dall’esterno e allo stesso tempo la pressione sulla rete.

A sostenere questo progetto, insieme a Claudio Lucchese presidente di Florim, è Maurizio Marchesini, socio di maggioranza di Proteo Engineering e presidente di Marchesini Group, campione internazionale di soluzioni per il packaging farmaceutico e cosmetico, che spiega: «Abbiamo realizzato l’anello mancante tra le energie rinnovabili non programmabili e le esigenze dell’industria, che deve lavorare anche quando non ci siano sole o vento. Il sistema di accumulo è importante per imprese energivore come quelle della ceramica e per tanti altri tipi di industria». Marchesini racconta come Proteo, nata come realtà specializzata in automazione, «si stia spostando verso l’energia, perché è sempre più strategica». E riguardo agli impianti di accumulo come questo, conferma molto interesse e, per Proteo, «una decina di progetti con altre imprese, pur essendo appena partiti». Sul fronte del quadro normativo non c’è molta spinta, «ma contiamo di vedere entro la settimana il decreto attuativo sull’iperammortamento che dovrebbe contenere un incentivo al risparmio energetico», indica.

Per un’azienda come Florim, il sistema di accumulo contribuisce a limita i costi energetici e a evitare fermi produttivi, aumentandone l’indipendenza: «Già oggi con gli impianti solari e i cogeneratori, in condizioni meteo ottimali, siamo in grado di alimentare il 100% dei due stabilimenti italiani, a Fiorano e Mordano nelle ore diurne. Ora con la possibilità di trattenere il surplus di energia prodotta saremo in grado di alimentarli anche di notte. Non escludo che possiamo pensare in futuro di installare altri sistemi di accumulo», testimonia il presidente Claudio Lucchese, che sull’investimento necessario parla di «5-6 milioni di euro, tra l’ultimo impianto solare e ora la batteria». A quanto risulta a Lucchese, quella di Fiorano è la prima di questo tipo nel panorama mondiale della ceramica, e la prima così grande installata in questo segmento.

In prospettiva, il progetto assume una valenza più ampia: «La manifattura europea potrà restare competitiva solo se tornerà a pensare in termini industriali di lungo periodo. Investire oggi in infrastrutture energetiche avanzate significa difendere domani produzione, occupazione e capacità di stare sui mercati globali», commenta ancora Marchesini. «In un Paese come l’Italia – continua –, dove l’energia elettrica è tra le più costose per l’industria ma il sole è una risorsa strutturale, la sfida non è produrre di più, bensì governare meglio. È qui che si gioca una partita decisiva di politica industriale: costruire autonomia energetica, ridurre la dipendenza dai mercati e restituire alle imprese la capacità di programmare il proprio futuro».

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