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Home » Berlino apre a UniCredit, ma solo a condizione un accordo tra i due istituti
Economia

Berlino apre a UniCredit, ma solo a condizione un accordo tra i due istituti

Sala StampaDi Sala StampaAgosto 17, 20263 min di lettura
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Berlino apre a UniCredit, ma solo a condizione un accordo tra i due istituti

Il governo tedesco apre alla vendita a UniCredit del suo 12,7% in Commerzbank, a condizione che i vertici dei due istituti raggiungano un accordo su una strategia comune. L’indiscrezione, lanciata da Bloomberg e ripresa dalla Börse-Zeitung, segnala un possibile cambio di rotta da parte di Berlino, che finora aveva ostacolato l’avanzata dell’istituto italiano.

La mossa arriva dopo mesi di tensioni finanziarie e dopo che UniCredit è comunque riuscita ad assumere, di fatto, il controllo della banca tedesca. In questo scenario, un’opposizione a oltranza apparirebbe ormai priva di prospettive e finirebbe per restringere ulteriormente il margine di trattativa di quella parte dell’establishment tedesco che non ha mai accettato l’ipotesi che il controllo di una banca di sistema, quale Commerzbank è a tutti gli effetti, possa passare a mani esterne alla Germania.

Fonti vicine alla vicenda sottolineano che l’esecutivo tedesco intende muoversi in stretta sintonia con Commerzbank, mantenendo la linea secondo cui Berlino non agirà contro il parere del management della banca.

La condizione per l’avvio di trattative ufficiali tra Berlino e UniCredit resta quindi l’apertura, e soprattutto il sostegno, dell’attuale dirigenza tedesca ai piani della banca italiana. Alcuni rappresentanti del governo considerano la cessione una soluzione accettabile, purché avvenga al giusto prezzo e con garanzie sufficienti sul futuro e sulla stabilità dell’istituto in Germania.

Il CEO di UniCredit, Andrea Orcel, ha espresso pubblicamente giudizi severi sulle performance storiche di Commerzbank, definendole “costantemente sotto la media”. Ha criticato in particolare la rete internazionale dell’istituto tedesco, ritenuta sovradimensionata, eccessivamente complessa e incapace di generare ritorni finanziari commisurati al capitale impiegato.

Bettina Orlopp, amministratrice delegata di Commerzbank, si è dichiarata “indignata” per queste dichiarazioni. Ha rivendicato la validità della propria strategia e accusato Orcel di sminuire Commerzbank per giustificare una ristrutturazione “lacrime e sangue”.

Commerzbank è lo storico polmone finanziario delle piccole e medie imprese tedesche e vive quindi di relazioni. Il piano di UniCredit, che punta a tagliare le operazioni non strategiche all’estero per concentrare la rete commerciale quasi esclusivamente sui flussi finanziari diretti da e verso la Germania e la Polonia, comporterebbe una profonda revisione del modello di business esistente e, con esso, delle posizioni manageriali all’interno della banca tedesca. Un controllo rigoroso dei costi e la riduzione della forza lavoro negli uffici centrali sono stati del resto alla base della ristrutturazione voluta da Orcel nella stessa UniCredit.

La facciata istituzionale resta improntata alla massima prudenza e non conferma i retroscena. Interpellato durante la conferenza stampa federale, il portavoce del governo tedesco, Sebastian Hille, ha definito l’ipotesi della vendita una domanda speculativa che la cancelleria non intende commentare, ribadendo che spetta esclusivamente ai consigli di amministrazione delle due banche dialogare tra loro. Anche i rappresentanti di Commerzbank e la portavoce di UniCredit hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni ufficiali.

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