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Home » Bimba morta a Palermo, arriva la conferma dell’Iss: “Uccisa dalla difterite”
Salute

Bimba morta a Palermo, arriva la conferma dell’Iss: “Uccisa dalla difterite”

Sala StampaDi Sala StampaAgosto 25, 20264 min di lettura
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Bimba morta a Palermo, arriva la conferma dell’Iss: “Uccisa dalla difterite”

L’Istituto superiore di sanità conferma che sono positivi alla difterite i campioni della bimba morta all’ospedale dei Bambini di Palermo. “Le indagini sui campioni giunti dall’Arnas civico di Cristina Benfratelli hanno dato esito positivo per il Corynebacterium diphteriae ed hanno rilevato il gene della tossina responsabile della difterite respiratoria” che ha causato il decesso della bimba di quattro anni, rende noto l’Iss.

L’infezione

L’Iss ricorda che la difterite è un’infezione molto contagiosa causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae e, in misura molto minore, da Corynebacterium ulcerans. Pur localizzandosi nel naso, nelle tonsille, nell’ugola, l’infezione può diventare potenzialmente mortale a causa della tossina difterica che i batteri producono e che si diffonde, attraverso il sangue, in tutto l’organismo provocando gravi danni a organi vitali. Mentre i batteri rimangono localizzati nella sede dell’infezione, la tossina difterica che producono si diffonde, attraverso il sangue, in tutto l’organismo provocando gravi lesioni al cuore, al fegato, ai reni, alle ghiandole surrenali e al sistema nervoso periferico. Anche se l’infezione viene curata, i danni provocati al cuore possono essere causa di morte. 

I sintomi

L’Istituto superiore di sanità  precisa che i sintomi della difterite in genere si manifestano da 2 a 5 giorni dopo l’infezione e possono includere: membrana grigio biancastra che copre la gola e le tonsille, mal di gola e raucedine, ghiandole gonfie (linfonodi ingrossati) nel collo, difficoltà nella respirazione e respiro accelerato, secrezione dal naso, febbre e brividi grave stato di stanchezza generale. In alcune persone l’infezione può manifestarsi con disturbi lievi o addirittura assenti. Queste persone, inconsapevoli del loro stato di salute, sono “portatrici sane” e, al pari delle persone ammalate, possono diffondere l’infezione. Le persone a maggior rischio di contrarre la difterite sono bambini e adulti non vaccinati o che non abbiano vaccinazioni aggiornate persone non vaccinate in viaggio in zone in cui la difterite è endemica, ad esempio Sud-Est asiatico, Africa, Brasile. In Italia e in Europa in generale, i casi di difterite sono molto rari. 

La vaccinazione

Il vaccino, spiega l’Iss è sicuro ed efficace. Il  calendario vaccinale  prevede la vaccinazione dei bambini nel primo anno di vita. È previsto un richiamo nel sesto e nel dodicesimo anno di vita. Successivamente è raccomandato un richiamo ogni 10 anni.

Iss: con vaccino in 76 anni evitati 2 milioni di casi di difterite all’anno

Grazie ai programmi vaccinali controla difterite, sin dagli anni 70, come riportato dall’Istat, in Italia si è passati dai 2000 decessi all’anno, in bambini fino ai 5 anni, a nessun decesso degli anni 70 fino al 2015. Lo rende noto l’Istituto superiore di Sanità il quale ricorda che l’immunizzazione contro la difterite, contenuta nel vaccino obbligatorio esavalente, è una vaccinazione sicura ed efficace che ha consentito dal 1939 a 2015, come stimato da uno studio italiano, di prevenire circa 2 milioni di casi ogni anno.

Continua la ricerca del paziente zero

“Stiamo svolgendo diverse attività. Intanto l’indagine epidemiologica per risalire al paziente zero cioè il soggetto che ha trasmesso la malattia e tracciare tutti i contatti, cioè tutte le successive persone che hanno avuto contatti con la bambina e con chi ha avuto contatti con lei”, ha affermato Bruno Marsala direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Palermo.

In miglioramento il cuginetto di 4 anni

Migliorano le condizioni del cuginetto della bambina ricoverato dopo aver contratto la difterite. Il piccolo è ricoverato all’Ospedale dei Bambini in isolamento insieme ai genitori. La coppia ha ribadito che, al contrario della cuginetta, morta il 20 agosto, il figlio è stato vaccinato. Sulla circostanza indaga la Procura che ha invece iscritto i familiari della bambina, nel registro degli indagati per omicidio colposo. 

10 familiari positivi ai tamponi

Sarebbero almeno dieci i tamponi risultati positivi alla difterite tra i familiari della piccola. Ma le persone risultate positive al batterio, si tratta soprattutto di minori, stanno bene perché vaccinati. Anche se dovranno restare in isolamento.

Tutta la famiglia è stata sottoposta alla chemioprofilassi antibiotica dopo la morte della figlia e i fratellini sono stati vaccinati. “Sono gran lavoratori e in questo momento vivono un dolore immenso”, dice il parroco dello Zen, quartiere in cui la famiglia vive, che li ha incontrati. “Qui non si può parlare di pregiudizio ideologico contro i vaccini, nè di assenza di cura verso i figli, ma di persone che andrebbero solo seguite”, spiega. 

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