Il fine è chiaro: offrire un ulteriore salvagente, sulle bollette energetiche, alle fasce più deboli. Da qui la mossa dell’Arera (Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente), presieduta da Nicola Dell’Acqua di studiare nuove tutele e misure di protezione per le famiglie economicamente più svantaggiate che percepiscono i bonus sociali, vale a dire i nuclei con un Isee non superiore a 9.796 euro o 20mila euro (con almeno 4 figli a carico). Ma all’attenzione dell’Autorità ci sono anche possibili iniziative per coloro che beneficiano del bonus sociale per disagio fisico e utilizzano apparecchiature salvavita.
Il faro sul passaggio al mercato libero
Il procedimento si concluderà entro il 31 dicembre e l’Authority punta a coinvolgere tutti gli stakeholder, a partire da associazioni dei consumatori e venditori, per recepire proposte e osservazioni in modo da mettere a punto le risposte più efficaci. Ma qual è la direzione che si intende imboccare? L’obiettivo è intervenire su più tasselli, favorendo, innanzitutto, già prima della stipula del contratto, una maggiore comprensione dell’offerta proposta dal venditore a questa tipologia di clienti. Come certificano, infatti, anche i Rapporti sul funzionamento del mercato retail, il passaggio al mercato libero per tali soggetti avviene, ormai da anni, a ritmi costanti, ma non sempre attraverso scelte pienamente informate e consapevoli con il risultato di limitare o addirittura azzerare l’effetto di riduzione della spesa indotta dal beneficio.
L’ulteriore attenzione alla trasparenza e alla comprensibilità delle offerte
Ergo, secondo l’Autorità, occorre rafforzare ulteriormente la trasparenza e la comprensibilità delle offerte – su cui, vale la pena di ricordare, la stessa Arera ha avviato ormai da tempo un processo di miglioramento della “trasparenza” delle bollette energetiche – e questo al fine di ottimizzare l’assist offerto dal bonus sociale a minimizzare, dall’altra parte, i relativi oneri posti a carico della generalità dei clienti in bolletta e che, lo ricordiamo, consentono di sostenere il costo di questi benefici.
Il fronte dell’erogazione dei bonus
C’è, poi, l’intenzione dell’Arera di fluidificare maggiormente il processo di assegnazione dei bonus perché, come sottolineato anche dalle associazioni dei consumatori ma anche dalle segnalazioni pervenute allo Sportello del consumatore, non mancano i casi di mancata erogazione del beneficio. O anche situazioni in cui, registra l’Autorità, i bonus sono riconosciuti ma non erogabili dal momento che i fondi destinati all’erogazione dei bonus risultano trattenuti dagli operatori della filiera (venditori o distributori).
Il nodo rateizzazione e morosità
Senza contare, sempre secondo la fotografia scattata dall’Arera, che numerosi operatori dei settori energetici e del settore idrico non rendicontano correttamente i bonus sociali al Sii (il Sistema informativo integrato), il “cervellone”, gestito da Acquirente unico, che contiene i flussi informativi sulle utenze di luce e gas. E questo complica il corretto monitoraggio dell’intera “macchina” di assegnazione dei benefici. Occorre, quindi, assicurare, è l’orientamento dell’Autorità, che i ritardi o le mancate erogazioni siano sempre più minimizzati, anche semplificando il processo di erogazione dove necessario. Per cercare di “proteggere” questa fascia di utenti, l’Arera è pronta inoltre ad accendere un faro sul capitolo rateizzazione ed eventuale morosità dei percettori di bonus perché appare chiaro che le conseguenze collegate a tali criticità (leggi, in ultima istanza, distacco della fornitura) possono produrre riverberi ancora più pesanti per queste tipologie di clienti.







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