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Economia

Catania, Stm prepara le linee per spazio e supercomputer

Sala StampaDi Sala StampaAprile 2, 20264 min di lettura
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Catania, Stm prepara le linee per spazio e supercomputer

Non è solo un sito produttivo, e non è più soltanto una scommessa sull’auto elettrica. Nel nuovo disegno industriale di STMicroelectronics, il polo di Catania punta a occupare uno spazio più ampio e ambizioso: quello delle tecnologie di potenza al servizio dell’energia, dei data center, dell’intelligenza artificiale, dell’industria avanzata, della robotica e dello spazio. È questa la vera prospettiva che emerge dall’incontro che si è tenuto ieri nella sede dell’assessorato alle Attività produttive della Regione siciliana, dove Fabio Gualandris, presidente Quality, Manufacturing and Technology di STMicroelectronics, ha illustrato all’assessore Edy Tamajo, al sindaco di Catania Enrico Trantino e ai rappresentanti sindacali un aggiornamento articolato sulle prospettive del sito etneo. Un piano che si estende fino al 2034 e riconferma la centralità di Catania nelle attività di ricerca, sviluppo prodotto e produzione sulle tecnologie di potenza e wide band-gap.

Per Tamajo è «un passaggio fondamentale, perché si entra nel vivo di un progetto industriale che il governo guidato dal presidente Renato Schifani ha scelto di sostenere con forza». La novità più importante sta nella scelta di allungare l’orizzonte del polo dentro una fase di profonda trasformazione del mercato: il gruppo lega esplicitamente il quadro 2024-2034 ai nuovi driver della computing power, del cloud, dell’intelligenza artificiale, dell’energy management e dello space, insieme ai vincoli geopolitici, alla competizione con la Cina, ai dazi americani e alla trasformazione del mercato automotive. Gualandris è stato chiaro: «Il polo di Catania gioca un ruolo a livello mondiale per tutte le tecnologie di potenza e wide band-gap. Ha investito, investe e investirà su produzione, ricerca tecnologica, sviluppo prodotti, metodologie di affidabilità, laboratori di applicazione, attività di marketing e pianificazione». In questa chiave, il sito siciliano appare come uno dei nodi su cui il gruppo intende costruire la propria transizione industriale. Il primo pilastro della prospettiva è l’investimento sul carburo di silicio da 200 millimetri, inserito nella Decisione della Commissione Europea del maggio 2024. Per il periodo 2025-2032, quella decisione prevede una capacità produttiva fino a 15.000 fette a settimana su wafer da 8 pollici, con un investimento totale di 5,1 miliardi di cui 2 miliardi a fondo perduto: 1,7 dal governo centrale e 300 milioni dalla Regione Siciliana. La previsione occupazionale è tra 2.000 e 3.100 nuovi posti altamente qualificati.

Il quadro finanziario complessivo per il polo ammonta a 5,8 miliardi: 700 milioni per i substrati e i 5,1 della Decisione europea. Di questi, 1,4 miliardi sono già stati investiti, 1,7 miliardi sono i residui per completare la Fase 1 – da 0 a 5.000 fette a settimana – e 2,7 miliardi sono destinati alle Fasi 2 e 3, da 5.000 fino a 15.000 fette, subordinati alla materializzazione della domanda sui nuovi mercati. Oggi l’azienda è concentrata sulla Fase 1, che prevede il raggiungimento delle 5.000 fette entro il quarto trimestre 2028, con una crescita della capacità del 206%. Il traguardo intermedio delle 2.000 fette è atteso per il secondo trimestre 2027.

L’intera progressione resta subordinata a una condizione concreta: la firma del contratto di fornitura idrica con Sidra, la società che gestisce il servizio, entro giugno. ST ha ribadito questo punto con chiarezza precisando che senza un accordo gli investimenti non potranno procedere. L’obiettivo è costruire per Catania una seconda gamba, meno esposta al solo ciclo dell’auto e distribuita su settori con traiettorie di crescita più diversificate. Sul fronte occupazionale, il polo è già cresciuto di circa mille addetti tra il 2020 e il 2025, passando da 4.481 a 5.469 unità. Dal 2030 la crescita riprenderà: le proiezioni del piano prevedono, nelle due ipotesi di scenario, tra 7.500 e 8.500 addetti entro il 2034. Fiom Cgil e Cgil di Catania hanno espresso soddisfazione per le conferme arrivate dall’azienda su investimenti, produzione e garanzie occupazionali, ma hanno lanciato un avvertimento al Comune: il tempo è scaduto, riferendosi alla questione Sidra.

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