Ciafani sottolinea che il problema risiede nell’impianto normativo del nostro Paese: «Abbiamo politiche di adattamento inefficaci. Il Governo Meloni ha finalmente approvato il Piano nazionale di adattamento climatico, che mancava da diversi anni, ma non ha previsto stanziamenti: non ci sono risorse economiche per attuare gli interventi prioritari del Piano».
La direttiva Ue
Sulla difesa dell’ecosistema, invece, in riferimento al decreto legislativo con cui il Governo ha recepito la direttiva europea per la tutela penale dell’ambiente, abbiamo fatto «un passo avanti quando avremmo potuto farne cinque».
Il decreto legislativo è in vigore dal 2 giugno e adotta la direttiva del 2024 con cui l’Unione europea ha introdotto nuovi reati contro l’ambiente e inasprito le sanzioni. Come afferma il presidente di Legambiente, fino all’approvazione della disposizione europea, «in Italia, grazie alla legge 68 del 2015, che ha inserito gli ecoreati nel Codice penale, avevamo uno dei quadri normativi più avanzati – se non il più avanzato – d’Europa. Quella legge è stata frutto anche del lavoro che abbiamo fatto per 21 lunghi anni. Aspettavamo con grande ansia l’approvazione della direttiva europea, perché la legge sugli ecoreati non ha affrontato tutti i temi ambientali. Penso, per esempio, alla produzione e al commercio di fitofarmaci illegali: ne vengono venduti ancora, purtroppo, sul territorio nazionale, come dimostrano le indagini della magistratura. Ma penso anche ai reati che hanno a che fare con le specie protette, un business mondiale che riguarda anche il nostro Paese».
Tuttavia, secondo Ciafani, «la direttiva europea affronta una serie di nuovi reati che sarebbe stato opportuno recepire nella normativa italiana. Invece, purtroppo, il decreto legislativo che è entrato in vigore il 2 giugno ha dei buchi e non rispecchia fedelmente la direttiva. È un’occasione che abbiamo mancato. Il recepimento è stato “monco”: avremmo potuto continuare a primeggiare in Europa sulla tutela penale dell’ambiente e invece la leadership che avevamo su questo tema non l’abbiamo, purtroppo, mantenuta».
La Giornata mondiale dell’ambiente
Proprio in ragione delle criticità evidenziate, Ciafani ribadisce che la Giornata mondiale dell’ambiente è «un appuntamento importante, perché permette di alzare il livello dell’attenzione, ma rimane altrettanto importante fare in modo che le giornate mondiali vengano ricordate anche negli altri 364 giorni dell’anno».










