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Salute

come difendersi. Insetti sempre più aggressivi con il caldo estremo

Sala StampaDi Sala StampaLuglio 12, 20267 min di lettura
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come difendersi. Insetti sempre più aggressivi con il caldo estremo

I mesi estivi e quelli autunnali sono i periodi dell’anno più rischiosi per quanto riguarda le punture di insetti con pungiglioni: zanzare, vespe, calabroni, bombi e api. Le loro punture possono essere fastidiose ma anche molto pericolose e in alcuni casi fatali a causa dello shock anafilattico in soggetti allergici. 
 

Le differenze tra una reazione normale e una allergica
È importante riuscire a distinguere una reazione normale da una allergica. Diversi insetti con pungiglione quando pungono iniettano sostanze nocive che provocano bruciore, rossore, dolore e prurito. Si tratta di reazioni del tutto normali se localizzate nella sede della puntura e se limitate nell’estensione, nella gravità e nella durata. Si parla invece di allergia al veleno degli insetti quando la reazione locale è eccessiva: troppo estesa, grave e duratura. In qualche caso viene interessata gran parte di un braccio o di una gamba, il rigonfiamento raggiunge un picco massimo entro le 48 ore e può durare fino a 7-10 giorni. A volte si presentano anche febbre (lieve rialzo della temperatura corporea), spossatezza e nausea.

In Italia, gli insetti che provocano più frequentemente allergie sono le api, le vespe e i calabroni. In caso di sospetta reazione allergica è fondamentale rivolgersi prima possibile al medico o al pronto soccorso. 

Ogni anno in Italia muoiono fino a 20 persone a causa delle punture di vespe e calabroni, e ben 2 persone su 100 sviluppano reazioni allergiche a seguito di puntura di imenotteri.

Il caldo rende gli insetti più irritabili
Le temperature più elevate stanno causando un aumento significativo degli episodi di punture da parte di vespe e calabroni. Questi insetti diventano particolarmente irritabili e aggressivi durante le ondate di caldo, difendendo i loro nidi con maggiore veemenza. “Le temperature più elevate rendono particolarmente irritabili tali insetti, che difendono i loro nidi con maggiore aggressività”, spiega Alessandro Miani, presidente di SIMA, la Società italiana di medicina ambientale. Il caldo accelera lo sviluppo degli insetti, che hanno quindi bisogno di più cibo e acqua, portandoli sempre più spesso a contatto con l’uomo.

Le nuove specie
L’aumento delle temperature medie, insieme alla globalizzazione del commercio, ha facilitato la diffusione di nuove specie di insetti come cimici asiatiche, cavallette africane, scarabei giapponesi e formiche rosse. Questi insetti trovano nel nostro territorio sempre più caldo l’habitat ideale, devastando le coltivazioni e generando un danno economico stimato in oltre un miliardo di euro all’anno. 

Le zecche
Il loro habitat è rappresentato da luoghi ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva, dove il clima è fresco e umido. L’anidride carbonica emessa dal corpo umano attira questi parassiti che possono attaccarsi alla nostra pelle per succhiare il sangue. Le zecche possono essere vettori di malattie trasmissibili all’uomo quali la borreliosi di Lyme, l’ehrlichiosi, le febbri bottonose da rickettsiae, la tularemia, la febbre Q, la babesiosi, l’encefalite virale ed anche la febbre emorragica Crimea-Congo.

Cosa fare in caso di puntura: non utilizzare alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati. La zecca deve essere rimossa dolcemente con una pinzetta, prestando la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni. Dopo la rimozione disinfettare la zona, evitando di toccare a mani nude la zecca. In caso di comparsa di sintomi di malattia (febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni) rivolgersi subito al proprio medico curante.

Come difendersi: indossare abiti chiari che rendono più facile l’individuazione delle zecche, coprire braccia e gambe, evitare di strusciare l’erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta. Utilizzare prodotti contro le zecche sugli animali domestici.

La zanzara tigre
Nel nostro paese le specie di zanzare sono circa 60, a fronte delle oltre 3000 presenti in tutto il mondo. Tra queste la più temibile è la zanzara tigre, che prolifera nei luoghi dove vi sono raccolte d’acqua (secchi, annaffiatoi, sottovasi, caditoie, tombini, ecc.).

Tra le malattie trasmesse all’uomo da queste zanzare, ve ne sono alcune molto gravi, come i virus dengue, chikungunya e febbre gialla.

Cosa fare in caso di puntura: non grattarsi, in modo da evitare di espandere l’urticante presente attorno alla puntura iniettato dalla zanzara; utilizzare prodotti specifici che alleviano il prurito, facilmente reperibili in commercio; apporre un cubetto di ghiaccio sulla puntura. In caso di gonfiori particolarmente importanti, consultare il farmacista o il medico.

Come difendersi: eliminare il loro habitat, evitando accumuli di acqua in sottovasi, annaffiatoi, bidoni, ecc.; innaffiare giardini e piante direttamente con le pompe; trattare ogni 7-10 giorni con prodotti specifici a uso domestico le parti esterne delle case dove si raccoglie l’acqua; utilizzare repellenti contro la zanzara tigre a base di principi attivi tra i quali deet e icaridina. Nei luoghi al chiuso usare vaporizzatori elettrici contro le zanzare, tenendo ben arieggiati i locali.

Api, vespe e calabroni
Le punture di api, vespe e calabroni provocano, nella maggior parte dei casi, una reazione locale dovuta al veleno iniettato dall’imenottero, con una manifestazione cutanea di pochi centimetri di diametro, dolore, rossore e gonfiore. Le più aggressive sono le vespe, il cui habitat naturale è rappresentato da alberi, spazi del tetto, cataste di legna, ristagni d’acqua, cespugli, raccoglitori per i rifiuti. Circa il 10% delle persone punte da tali insetti ha importanti reazioni come orticaria generalizzata, nausea, vomito, dispnea e difficoltà respiratoria, calo di pressione. In alcuni casi può manifestarsi un vero e proprio shock anafilattico con grave calo della pressione arteriosa che può portare anche al decesso.

Cosa fare in caso di puntura:  in caso di puntura d’ape è necessario togliere subito il pungiglione, aiutandosi con una pinzetta; per tutte le punture, applicare del ghiaccio per ridurre l’infiammazione prodotta dal veleno; non grattarsi per evitare di introdurre batteri che possono causare un’infezione; se la reazione è estesa utilizzare subito un cortisonico e un antistaminico. Se la reazione è grave è necessario chiamare tempestivamente il pronto soccorso.

Come difendersi: installare zanzariere su porte e finestre; provvedere ad una corretta gestione dei rifiuti e degli alimenti; evitare l’abbandono incontrollato di sostanze organiche (in particolare zuccheri, carni, e altre sostanze proteiche) fortemente attrattive per api, vespe e calabroni; mantenere la calma e non tentare mai di scacciarle con gesti bruschi della mano, che possono indurre l’insetto a pungere.

Le mamme sono le più preoccupate. Zanzare e cimici i principali nemici
Con una percentuale del 59%, è emerso che le mamme italiane temono per la salute dei propri figli, in particolar modo quando sono dei neonati o molto piccoli. A rivelarlo è un sondaggio effettuato dal’Osservatorio SharkNet Company, su un campione di 2000 persone: “Per la maggior parte delle persone – spiega Marco Marcantoni-  le punture degli insetti sono prevalentemente un fastidio risolvibile mentre per i bambini possono costituire un problema molto più serio. Oltretutto sono proprio i bambini a essere i bersagli preferiti da colpire dal momento che le zanzare sono attratte dal sudore, rilasciato in grandi quantità dai nostri figli viste le loro maggiori attività come la corsa o il gioco”.

Purtroppo, però, non ci sono solamente le zanzare. Negli ultimi anni stiamo assistendo a una vera e propria emergenza cimici ‘da letto’”. Per il 28% del campione intervistato, questi parassiti stanno diventando un problema: “Riceviamo moltissime richieste dagli abitanti del Lazio e della Lombardia”, ammette Marcantoni. “In queste due regioni ma anche nel resto del Paese c’è una emergenza cimici asiatiche. Una vera e propria invasione nelle case e negli alberghi. E se le mamme sono giustamente preoccupate per le zanzare, per le cimici forse lo sono ancora di più”.

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