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Home » Consip, con l’AI tempi di gara più rapidi del 60%
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Consip, con l’AI tempi di gara più rapidi del 60%

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 14, 20264 min di lettura
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Consip, con l’AI tempi di gara più rapidi del 60%

Con l’utilizzo massiccio dell’Intelligenza artificiale Consip punta a ridurre da sette mesi e mezzo a tre il tempo medio necessario alla gestione degli affidamenti. Ma questa accelerazione è solo l’aspetto più immediato di un programma ampio, che oltre a tagliare il calendario vuole modificare tutte le attività aziendali: con un piano in due tempi, stretti, che punta a fare della società del Tesoro dedicata agli acquisti pubblici una sorta di hub per l’intelligenza artificiale nella Pa, prima in Consip e poi nelle altre amministrazioni. Il tutto senza che l’AI finisca per ridurre i posti di lavoro, che anzi sono previsti in crescita dai 457 attuali ai 490 a fine anno.

Partenza dalla formazione

Il cammino di Consip sulla via dell’intelligenza artificiale del resto parte dalle persone. Che in queste ore stanno ricevendo gli inviti a partecipare a un maxi programma di formazione, articolato in circa 4mila ore solo quest’anno e rivolto al 100% del personale. Nel progetto messo a punto dalla società guidata dall’ad Marco Reggiani, del resto, l’Intelligenza artificiale non è pensata come leva riservata a un gruppo ristretto di competenze “tecnologiche”, ma come compagna di lavoro di tutti. Una compagna “antropomorfa”, perché l’AI destinata a entrare in ogni ufficio è ovviamente quella agentica (e pare che qualcuno abbia già deciso il nome di battesimo da assegnare al proprio collega virtuale). «Portiamo per primi l’utilizzo sistematico dell’intelligenza artificiale nel ciclo di vita dei contratti pubblici per rafforzare tempestività, qualità e trasparenza degli acquisti della Pa», riassume Reggiani sottolineando l’investimento «in competenze e nuove professionalità».

AI in 38 attività

Su queste premesse, gli “agenti intelligenti” saranno impiegati in 38 filoni di attività, che si snodano lungo tutto il ciclo di vita dei contratti pubblici, dalla gestazione fondata sull’analisi dei fabbisogni delle diverse Pa fino al traguardo dell’esecuzione del contratto, che va monitorata a fondo perché è lì che si decide la qualità reale della spesa pubblica.
Lungo questa rotta, l’AI di Consip si occuperà per esempio delle strategie di gara, esaminando caso per caso qual è l’assetto migliore di lotti e parametri contrattuali, offrirà i chiarimenti chiesti dai potenziali fornitori un po’ come accade ora nei customer care di alcune grandi aziende, e supporterà l’analisi delle offerte tecniche ed economiche alla base delle gare. Qui si incontra un’altra delle accelerazioni esponenziali rese possibili dall’AI, che nelle sperimentazioni di questi mesi ha mostrato di poter comprimere in pochi minuti valutazioni comparative che oggi richiedono settimane, senza danneggiare la qualità dei risultati. Perché il punto chiave è sempre nella definizione del rapporto fra tecnologia e scelte umane: che non è quello distopico immaginato da qualcuno, per cui l’AI si sostituisce all’uomo, ma è un’integrazione fra la tecnologia che moltiplica la capacità di analizzare dati e informazioni e la componente umana che su quella base assume le decisioni. Sta iniziando ad accadere per esempio nell’amministrazione finanziaria, che affida all’AI la profilazione del rischio mostrato dai diversi contribuenti ma lascia a funzionari e dirigenti la decisione su dove indirizzare gli accertamenti.

Lo sviluppo per le altre Pa

L’obiettivo insomma è di chiedere a questa tecnologia ciò che sa fare meglio: automatizzare le attività routinarie e ripetitive e ottimizzare la gestione di un patrimonio informativo sconfinato come quello di Consip, che in oltre 25 anni di attività ha stipulato più di 10 milioni di contratti, messo a catalogo 11 milioni di articoli e pubblicato oltre 5mila gare ricevendo più di 14mila offerte. Solo nei primi quattro mesi di quest’anno, secondo l’ultimo monitoraggio aggiornato, sono stati banditi 80 lotti di gara per un valore di 9 miliardi, e la spesa pubblica intermediata anche attraverso il mercato digitale ha raggiunto gli 11,2 miliardi.
E lo stesso sta provando ad accadere in tante Pa italiane, che qua e là stanno adottando sempre più sistemi di AI. A questa fioritura spontanea Consip ha intenzione di dare un carattere strutturato con due mosse attese nella seconda metà dell’anno: in autunno partirà l’iniziativa per primo accordo quadro per la fornitura di soluzioni AI per le pubbliche amministrazioni, mentre nell’ultimo trimestre partirà il master Consip sul procurement pubblico organizzato con il Politecnico di Milano.

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