Il controllo giudiziario (con decreto d’urgenza) è arrivato stamattina, a Milano, anche nel mondo dell’edilizia. Ma stavolta non è un fatto così lineare: l’azienda accusata di aver sfruttato la manodopera in Italia è americana, si chiama Caddell, ha la sede centrale a Montgomery (in Alabama) e si sta occupando di costruire il consolato americano nel quartiere milanese del Portello. Un progetto iniziato nel 2022, nell’ex area del Tiro a segno, salutato con entusiasmo dalle istituzioni. Si sviluppa su una superficie di 40mila metri quadrati (e un budget iniziale di 351 milioni), in ritardo secondo una prima tabella di marcia ma già in stato avanzato.
Indagata la società e il suo rappresentato legale Ulas Demir, di orgine turca e residente a Pogliano Milanese
Il progetto di costruzione del consolato americano è coordinato dal Bureau of overseas buildings operations del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e affidato all’impresa americana Caddell. Ma ora proprio a quest’ultima la procura di Milano impone dei commissari che affiancheranno i vertici aziendali, con l’obiettivo di ripulire la filiera da fenomeni di caporalato. Gli episodi ricostruiti dagli inquirenti, procura e carabinieri del Nucleo di tutela del Lavoro di Milano, non lasciano molti dubbi su cosa sia avvenuto nel cantiere.
Qui i controlli, anche dei sindacati, sono stati fatti a fatica, trattandosi di una stazione appaltante e di una aggiudicataria non italiana e non europea. Il lavoro di ricostruzione è stato lungo.
L’azienda dovrà ora regolarizzare i suoi lavoratori, controllare i luoghi di lavoro e dotarsi di strumenti organizzativi per evitare che i fenomeni do grave sfruttamento di cui è accusata si ripetano.











