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Home » Dai farmaci ai vini: il “nuovo” Made in Italy vanta un surplus di oltre 60 miliardi
Economia

Dai farmaci ai vini: il “nuovo” Made in Italy vanta un surplus di oltre 60 miliardi

Sala StampaDi Sala StampaAprile 3, 20263 min di lettura
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Dai farmaci ai vini: il “nuovo” Made in Italy vanta un surplus di oltre 60 miliardi

La bilancia commerciale del “nuovo” Made in Italy è al primo posto mondiale. Un surplus da 62 miliardi di euro che, nel 2024, ha piazzato il nostro Paese al primo posto, staccando la Germania di 20,3 miliardi e la Francia di 23,7 miliardi. A fare da traino sono tre settori: farmaceutico, alimentare (dai vini alla pasta) e nautico. È il quadro presentato ieri al ministero delle Imprese, con il report illustrato dalla Fondazione Edison sullo stato delle aziende sul territorio. Si tratta, per il ministro Urso, di un «punto di partenza per un confronto sulle potenzialità del sistema produttivo», che fa della «diversificazione» il suo punto di forza.

Il Made in Italy tradizionale

L’analisi tiene conto di tre aggregazioni create dalla Fondazione Edison, ognuna di queste composta da quindici categorie di prodotti. La prima è quella dei beni “tradizionali”, come l’abbigliamento. La bilancia commerciale è stata la seconda al mondo nel 2024, molto distante dalla Cina. Quest’ultima ha chiuso con un saldo in positivo di 210,5 miliardi, mentre il nostro Paese di 38 miliardi. L’Italia lo ha aumentato di 5 miliardi dal 2014 ma, considerando il boom di un Paese emergente come il Vietnam (+17,5 miliardi nel decennio), è probabile che perderà il secondo posto mondiale. Anche perché il dato dei primi nove mesi del 2025 è stato più basso di circa un miliardo. Tra questi prodotti, comunque, l’Italia ha ottenuto il surplus più alto con borse, valige, beauty-case e portadocumenti: l’export è stato di 10,4 miliardi, mentre l’import di 3,8 miliardi.

La meccanica italiana

C’è poi la categoria etichettata “Mec”, dedicata ai prodotti della meccanica. L’export maggiore è arrivato dagli “oggetti di rubinetteria”, ma anche caldaie, serbatoi o vasche, con un valore di 9,3 miliardi. Il surplus più alto, da 6,7 miliardi, è arrivato invece dalle macchine per imballare le merci. In totale, la bilancia commerciale del settore ha chiuso in positivo di 44,7 miliardi, collocando il nostro Paese al terzo posto, dietro alla solita Cina (107,1 miliardi) e alla Germania (56,1 miliardi). Ma in questo caso i primi nove mesi del 2025 sono stati migliori di 1,2 miliardi rispetto all’anno prima.

Il nuovo Made in Italy

Infine, c’è il “nuovo Made in Italy”, come viene definito dallo stesso report, trainato da farmaceutico (che nel 2025 ha raggiunto un export di oltre 69 miliardi), alimentari e nautica. Dal confronto con gli altri Paesi emerge che l’Italia, nel 2024, ha occupato il primo posto mondiale per surplus nel commercio di paste alimentari, di yacht e di pomodori preparati o conservati. Il secondo posto, invece, per vini e spumanti, occhiali e formaggi e latticini. È nel nuovo Made in Italy che c’è stato il boom, grazie soprattutto al farmaceutico, arrivando a 60,8 miliardi di surplus nei primi nove mesi dello scorso anno (erano stati 62 miliardi in tutto il 2024).

Energia e auto, le zavorre italiane

Dati che, evidenzia il report, avrebbero piazzato l’Italia al terzo posto tra i membri del G20 se non fosse per due zavorre. È emerso dalle parole del presidente della Fondazione Edison, Marco Fortis: «L’Italia è una piccola nazione, circondata da giganti extra-Ue (in primis Usa e Cina) e facente parte di un’Unione Europea sempre più disorientata», eppure ha «saputo conquistare il terzo posto assoluto per surplus, senza contare veicoli ed energia», dietro a Cina e Germania.

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