Una sentenza che quindi punta il dito verso le differenze di tipo pensionistico, ma non solo: si tratta di muove un altro passo verso la parità tra le unioni civili e i matrimoni egualitari. Gli altri nodi da sciogliere riguardano temi come, ad esempio, quello delle adozioni. Dopo il tramonto dell’ipotesi sulla stepchild adoption, non sono state avanzate altre proproste per le famiglie arcobaleno.
I 10 anni dalla legge
Ma il cammino dei diritti delle coppie omosessuali parte da lontano. Era il 21 maggio del 2016 quando sulla Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata la Legge Cirinnà che garantisce in Italia le unioni civili per le coppie omosessuali. La norma è stata approvata in via definitiva alla Camera dieci giorni prima con 372 voti favorevoli, 51 contrari e 89 astenuti. Al governo c’era Matteo Renzi, quando non era ancora il leader di Italia Viva, ma del Pd. Ed è stata proprio una senatrice dem, Monica Cirinnà, a portare avanti questa legge.
Dall’entrata in vigore della riforma, si sono celebrate oltre 20.000 unioni civili. L’ultimo dato risale al 2024 e registra 2.936 unioni civili tra coppie dello stesso sesso negli Uffici di Stato Civile dei Comuni italiani. Prevalgono le unioni tra uomini (1.608 unioni, il 54,8% del totale). Un terzo delle unioni civili viene formalizzato nel Nord-ovest, oltre un quarto nel Centro. Tra le regioni, in testa si posiziona la Lombardia con il 21,3%. Seguono il Lazio con il 13,2% e l’Emilia-Romagna al 9,5%.
Il matrimonio egualitario
In molti guardano lì: alla totale parificazione tra coppie eterosessuali e omosessuali. In altre parole il matrimonio con pieni diritti senza esclusioni che però è ancora territorio di scontro politico tra i partiti. Non stupisce quindi che l’Italia non abbia più mosso ulteriori passi sul tema. L’Italia non ha più mosso ulteriori passi sul tema. Non si parla ancora, infatti, di matrimonio egualitario, che invece è possibile in altri 16 paesi dell’Unione: era l’aprile del 2001 quando i Paesi Bassi hanno istituito le nozze per gli omosessuali, mentre l’ultimo a farlo è stato la Grecia ben due anni fa. Ogni paese ha poi registrato numeri differenti. In Spagna, ad esempio, le coppie omosessuali possono sposarsi dal 2005, e in 10 anni sono stati registrate oltre 31 mila nozze.
Ma cosa succede quando una coppia omosessuale decide di sposarsi in un paese dove il matrimonio egualitario è possibile? La Corte di Giustizia Ue ha già censurato il rifiuto della Polonia di riconoscere diritti a una coppia omosessuale sposata all’estero. Una sentenza che ha fatto scuola in tema di diritti e che è destinata a restare una pietra miliare nella Ue delle minoranze. Anche per l’Italia ma per ora solo per quella che verrà.










