La Feta allunga la stagione in cucina
Passa dai fornelli anche la crescita della Feta, il formaggio greco per eccellenza, tutelato dalla Dop da oltre 20 anni. Gli italiani non lo usano più solo in insalate e piatti freddi ma anche in ricette in cui viene cucinato a caldo e lo preferiscono in formati pratici (come i cubetti) o in versione lactose free. Uno spettro di utilizzi che ne ha ampliato la stagione dei consumi: se prima la Feta si comprava solo d’estate, oggi il 42% degli acquisti avviene nelle altre tre stagioni dell’anno.
E questo ha giovato alla crescita del mercato, raddoppiato nell’arco di cinque anni e che continua anche nel 2026 a segnare aumenti a doppia cifra nelle quantità, facendone il formaggio a maggior crescita in Gdo. Un percorso che ha portato la Feta a generare un segmento di tutto rispetto, superiore in Gdo a quello di alcuni formaggi tradizionali (come i caprini o la robiola). Oggi il mercato vale 120 milioni di euro e gli 8,3 milioni di kg, a dispetto del prezzo medio superiore allo standard dei formaggi freschi.
Boom di export per la Grecia…
L’escalation globale di yogurt e Feta ha fatto da traino alle esportazioni agroalimentari elleniche, passate in un decennio da 3,3 a 11,5 miliardi di euro (18,6% dell’export totale nazionale), e così resilienti da saper tenere testa alle incertezze e alle criticità dello scenario internazionale.
Nel 2025 l’export agroalimentare greco è aumentato del 7,8% e l’Italia si è confermato il primo mercato di sbocco, con il 20% di incidenza, davanti alla Germania, sotto al 15%. E se ortofrutta, latticini, olive e olio continuano a fare il grosso delle spedizioni (65% di incidenza), altri prodotti stanno crescendo, come vini, birre, ouzo e prodotti di acquacoltura, su cui il governo sta puntando molto e a cui ha appena destinato 131 milioni di euro a supporto di nuovi allevamenti. Il tutto in un contesto positivo, visto che l’economia greca cresce a ritmi superiori alla media europea e nel 2026 ci si attende un aumento del 2,2%, oltre quattro volte quella prevista per l’Italia.
… ma l’offerta non basta e le imitazioni corrono
Ma il successo globale del greek food ha un sapore agrodolce per i greci, perché l’esplosione del mercato ha accentuato lo storico squilibrio tra il mercato potenziale globale e la capacità reale di Atene di soddisfarlo. Perlomeno con prodotti autenticamente ellenici. Il caso emblematico è quello del cosiddetto “yogurt alla greca” (greek style), che mutua la tecnica di produzione dello yogurt ellenico e la riproduce ovunque (e soprattutto negli Usa, primo mercato per questo prodotto). Questo prodotto si è ormai “mangiato” lo yogurt greco poiché rappresenta la fetta maggiore del fiorente mercato globale, che cresce del 9% l’anno e si stima toccherà i 30,2 miliardi di dollari entro il 2031, dominato da competitor di caratura internazionale come Chobani, Danone e Lactalis.

