Il governo pianta un primo paletto politico sul decreto Bollette grazie a un’intesa di massima con la Commissione Europea, su una versione riveduta e corretta del “modello iberico”, la misura già testata da Spagna e Portogallo per calmierare i prezzi dell’energia elettrica abbattendo a monte, con un meccanismo di tetto temporaneo, l’impatto delle quotazioni del gas naturale impiegato nella generazione termoelettrica.
La chiusura del cerchio, annunciata ieri da Palazzo Chigi, arriva «dopo intensi e costruttivi scambi tra la Commissione e le autorità italiane», che dovranno ora riformulare il vecchio articolo 6 del Dl. Con l’architettura del nuovo intervento che ricalcherà, come detto, lo schema del “tope spagnolo”, oggi riadattato alla luce del Middle East Crisis Temporary State Aid Framework (Metsaf), la cornice temporanea sugli aiuti di Stato introdotta dall’esecutivo comunitario per mitigare le perduranti tensioni geopolitiche e di mercato. Il meccanismo rivisto dovrà poi allinearsi alle indicazioni di Bruxelles, ribadite ieri da un portavoce della Commissione: «La misura sarà temporanea e progettata per minimizzare le distorsioni nel mercato elettrico dell’Ue e per preservare gli incentivi agli investimenti a lungo termine nelle energie pulite. Compenserà esclusivamente l’aumento dei costi del gas e non coprirà i costi dell’Ets (che, invece, erano chiamati in causa nella precedente formulazione stoppata da Bruxelles, ndr), garantendo al contempo un completo trasferimento dei benefici ai consumatori finali. Inoltre, solo i consumatori che beneficiano della misura contribuiranno al suo finanziamento».
Precise condizionalità che dovranno essere recepite nella stesura finale del meccanismo. Il governo conta di notificarla nel giro di qualche settimana dopo che sarà stato finalizzato anche il compromesso di tipo tecnico: l’obiettivo dell’esecutivo è fissare il valore di questo tetto a circa 60 euro a megawattora per almeno un anno. Il verdetto finale si conoscerà a valle della seconda fase del confronto e, una volta incassato l’ok sulla riformulazione, servirà un nuovo decreto e un ulteriore passaggio nel Consiglio dei ministri.
Sul fronte governativo l’esito dei colloqui preliminari è stato accolto positivamente anche se l’attenzione resta concentrata sulla formalizzazione dell’intesa. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha espresso la propria soddisfazione per «un primo passo importante che consente di proseguire verso il contenimento dei costi energetici e il sostegno alla competitività del sistema produttivo».
Sulla stessa falsariga anche la viceministra Vannia Gava, in prima linea nella trattativa, la quale ha sottolineato come i primi risultati positivi «confermino la determinazione dell’esecutivo nel ridurre il peso dell’energia su famiglie e imprese senza scendere a compromessi sulla tenuta industriale del Paese».









