A tre giorni dal taglio delle accise, i prezzi al distributore flettono leggermente ma restano alti. Al self service, in media 1,71 € per la benzina e 1,96 € per il gasolio, circa due centesimi meno di ieri. La discesa è a macchia di leopardo, secondo le associazioni dei consumatori, 20 centesimi al litro in meno in Val d’Aosta, che diventano 14 se si fa il pieno in Campania. Il 7 aprile scadono i 20 giorni di taglio delle accise. Alcune categorie, come gli agricoltori, protestano perché escluse dai crediti di imposta. Il governo studia nuove soluzioni. La Presidente del Consiglio Meloni ha ribadito che conta anche sull’apertura di Bruxelles a misure straordinarie, a cominciare dalla modifica degli ETS, regole pensate per incentivare l’energia pulita, ma che in questa fase finiscono per far crescere i prezzi. Il Commissario europeo all’energia, Jorgensen, ha chiesto intanto agli Stati membri di limitare il riempimento degli stoccaggi di gas per non alimentare i rialzi delle quotazioni. È una crisi epocale, sottovalutata dai mercati e dalla politica mondiale, denuncia il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia, Birol.
“I mercati non hanno ancora interamente scontato l’ipotesi peggiore di una chiusura duratura per mesi dello stretto di Hormuz. Sono salite a 110 $ per barile. Potrebbero, se durasse la crisi, arrivare anche a 200$” dice Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia.
Il Ministro Pichetto Fratin intanto non esclude il ritorno al fossile con la riapertura temporanea delle centrali a carbone.









