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Home » Ecco perché gli studi sui nuovi farmaci sono un motore di sviluppo, al via la campagna “Ricerca circolare”
Salute

Ecco perché gli studi sui nuovi farmaci sono un motore di sviluppo, al via la campagna “Ricerca circolare”

Sala StampaDi Sala StampaFebbraio 10, 20264 min di lettura
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Ecco perché gli studi sui nuovi farmaci sono un motore di sviluppo, al via la campagna “Ricerca circolare”

A ben pensarci, l’immagine definisce da sola il valore dell’iniziativa. La ricerca è il centro, il polo nevralgico di attrazione da cui dipendono il futuro della salute delle persone e la sfida dell’innovazione. Intorno ruotano i tanti stakeholder si posizione all’interno di un’immaginaria sfera che raccoglie richieste, esigenze, prospettive, scelte in un percorso di partecipazione e di condivisione. Solo, oltre a dare una rappresentazione visiva di questo processo fondamentale per la scienza e la società, occorre disporre di strumenti di partecipazione che consentano a tutti gli interlocutori di porre il loro mattone nella costruzione di un percorso. Ed è proprio questo l’impegno che si assume Roche Italia con “Ricerca Circolare”, campagna che si sviluppa attraverso strumenti partecipativi volti a valorizzare il ruolo della ricerca scientifica nel nostro Paese e rafforzarne il riconoscimento come bene comune e leva strategica per l’innovazione.

La competitività è fondamentale

L’Italia, pur forte di eccellenze riconosciute a livello internazionale, sta perdendo terreno nell’attrattività degli investimenti in ricerca, scivolando dietro a Paesi come la Spagna, la Francia e la Germania. A segnalare la situazione è lo Studio ALTEMS sul ruolo del Paese nella ricerca clinica globale, basato sui dati e su informazioni di reclutamento aziendali raccolte tra febbraio 2022 e giugno 2025. In una logica continentale, insomma, rischiamo di rimanere indietro e, come come un gatto che si morde la coda (anche in questo caso si può parlare di un movimento circolare, ma certo non positivo) si rischia di andare verso la diminuzione di studi clinici, anche per la frammentazione locale dei passaggi per dare il via alle ricerche cliniche. Si prospetta quindi un calo delle opportunità per i pazienti di accedere a terapie innovative e, di conseguenza, in un possibile impatto sugli esiti di salute. Ma non basta. La ricerca clinica genera benefici concreti per il Sistema nel suo complesso, contribuendo a rafforzare competenze, attrarre investimenti sul territorio e produrre ricadute economiche, occupazionali e organizzative positive per centri di ricerca e strutture sanitarie.

L’impegno di Roche

Il Gruppo può contare su una pipeline tra le più solide del settore, con 66 nuove entità molecolari e 107 progetti complessivi. Solo nel 2025 la spesa in R&S ha raggiunto 10,4 miliardi di franchi svizzeri. Un percorso che prende forma anche nei risultati: 10 potenziali nuovi farmaci sono entrati nella fase finale di sviluppo e 12 studi clinici in fase avanzata hanno già registrato esiti positivi. In Italia, la visione diventa un impegno quotidiano e tangibile, con l’oncoematologia come area primaria e investimenti significativi in neurologia, immunologia, oftalmologia e nelle aree cardiovascolare, renale e metabolica. Il portfolio nazionale conta 227 progetti attivi di cui 155 studi promossi direttamente, che hanno coinvolto più di 4.200 pazienti, grazie alla collaborazione di oltre 200 centri. Cresce il peso della Real World Evidence, che oggi rappresenta il 21% del portfolio italiano. Anche il supporto alla ricerca indipendente si conferma stabile, con 72 studi attivi. Ma si può migliorare. “Mentre cerchiamo, ogni giorno, di dare risposta ai bisogni di salute, diventa sempre più cruciale accelerare l’accesso all’innovazione, superando o annullando disparità e disuguaglianze del territorio – segnala Stefanos Tsamousis, General Manager Roche Italia. Solo collaborando insieme a tutti gli stakeholder del settore salute possiamo rendere l’Italia un polo di riferimento per la ricerca scientifica a livello internazionale”.

Le iniziative del progetto

L’ambizione è sicuramente elevata: Ricerca Circolare punta a diventare una piattaforma di collaborazione, networking e condivisione delle conoscenze e, in definitiva, “aiutarci a costruire un sistema sanitario migliore per tutti i pazienti italiani – ricorda Tsamousis”. Cuore dell’iniziativa è Ricerca Circolare Magazine, rivista semestrale dedicata all’analisi delle nuove frontiere della ricerca scientifica, con un focus sulle ricadute sociali, economiche e industriali degli investimenti in ricerca. Accanto al magazine prende il via il ciclo di incontri “Ricerca Circolare Lab”, pensati come spazi di confronto multidisciplinare. Con il contributo di esperti, istituzioni, associazioni di pazienti e cittadini, i “Lab” metteranno in relazione ricerca, società e industria, approfondendo l’impatto della ricerca lungo tutta la filiera e il suo valore per il Paese. E ci sarà spazio anche per lo spettacolo ed il coinvolgimento del pubblico con Silvia Bencivelli e Dario Vergassola che porteranno nei teatri italiani “Medicina Spericolata”, uno spettacolo dedicato alla storia della ricerca e delle sperimentazioni in medicina.

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