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Home » Eclissi di sole: ecco i danni per gli occhi e come proteggerli nei due minuti di “buio”
Salute

Eclissi di sole: ecco i danni per gli occhi e come proteggerli nei due minuti di “buio”

Sala StampaDi Sala StampaAgosto 12, 20264 min di lettura
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Eclissi di sole: ecco i danni per gli occhi e come proteggerli nei due minuti di “buio”

L’eclissi di sole è uno spettacolo che in Europa non si vedeva da almeno 30 anni, ma la curiosità non deve trasformarsi in un rischio per la salute degli occhi. L’osservazione di un’eclissi senza filtri può produrre dei danni anche permanenti alla retina, addirittura una maculopatia da eclissi. Ecco perché bisogna indossare degli occhiali specifici, certificati per l’osservazione dell’eclissi stessa che sono facilmente reperibili sul mercato. Ecco quali sono i rischi e come ci si può proteggere durante questa eclissi che dovrebbe durare poco più di due minuti.

Il ministero della Salute nei giorni scorsi ha ricordato come secondo le indicazioni delle organizzazioni sanitarie internazionali (WHO, CDC, Prevent Blindness), un’eclissi solare non comporta alcun rischio diretto per la salute umana (come, ad esempio, effetti sulla gravidanza o sull’alimentazione), con la sola eccezione di danni permanenti agli occhi dovuti all’osservazione diretta anche breve guardando appunto verso il sole). Ecco perché prima di osservare l’eclissi è necessario indossare una protezione oculare specifica – gli occhiali da sole non sono infatti sufficienti – che deve essere costantemente indossata.

Ecco le raccomandazioni da tenere in considerazione

Il rischio primario è di danni alla vista: guardare direttamente il sole o una eclissi solare – anche brevemente – può causare danni permanenti alla retina (retinopatia solare), senza causare alcuna sensazione di dolore immediato. Il rischio è aumentato in caso di osservazioni ripetute, anche brevi. I danni possono manifestarsi anche a distanza di ore o di giorni. Per questo motivo – ricorda ancora il ministero della Salute – esiste un unico mezzo sicuro di protezione per l’osservazione diretta: guardare verso il sole usando degli appositi occhialini per eclissi (Eclipse Glasses) che siano certificati come rispondenti alla norma ISO 12312-2. Ogni altro mezzo deve essere evitato perché non garantisce sempre una sicura protezione: ad esempio, non sono sufficienti occhiali da sole (neanche indossati uno sopra l’altro), pellicole radiografiche, filtri fatti in casa, occhiali per saldatori, oculari di fotocamere o altro. Bambini e ragazzi sono maggiormente a rischio, perché i loro occhi sono più facilmente danneggiabili, e perché il fascino del fenomeno li può attrarre verso l’osservazione del sole.

Per loro, l’osservazione della eclissi dovrebbe avvenire sotto la continua supervisione degli adulti, che si devono assicurare che bambini e ragazzi indossino sempre e continuativamente gli occhialini per eclissi. Le persone di età avanzata, o con patologie della vista già esistenti o che abbiano subito alcuni interventi chirurgici oftalmologici possono essere tra quelle a maggior rischio. In ogni caso, se nelle ore o giorni successivi alla osservazione della eclissi notate dei disturbi della visione, anche lievi, è importante ricorrere immediatamente ad un controllo medico oftalmologico.

L’oculista: nell’immediato nessun dolore, danni anche ore o giorni dopo

Per Mario Sbordone, direttore dell’Unità operativa di Oculistica dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli “Il pericolo nasce anche da una falsa sensazione di sicurezza. Quando il disco solare viene in parte coperto dalla luna, la luce può apparire meno intensa, ma questo non significa che osservare direttamente il sole diventi sicuro. La radiazione che raggiunge la retina può comunque provocare una retinopatia solare, cioè un danno fotochimico e termico delle cellule retiniche”. Un aspetto particolarmente insidioso è che la retina non possiede recettori del dolore. “Chi guarda il sole senza protezione può non avvertire nulla nell’immediato – spiega Sbordone – e accorgersi del problema soltanto nelle ore successive o persino dopo qualche giorno. Possono comparire visione sfocata, alterazione dei colori, macchie scure o luminose al centro del campo visivo, distorsione delle immagini o una riduzione della capacità visiva. In alcuni casi il recupero può essere solo parziale”. Da qui l’invito a evitare qualsiasi soluzione improvvisata. “I normali occhiali da sole, anche molto scuri, non sono sufficienti – ribarisce l’esperto – Non bisogna utilizzare vetri anneriti, pellicole fotografiche o radiografiche, Cd, filtri artigianali o altri espedienti che possono sembrare protettivi ma non garantiscono il necessario filtraggio delle radiazioni solari. Per guardare direttamente l’eclissi occorrono esclusivamente dispositivi specificamente realizzati per l’osservazione del sole e conformi allo standard internazionale Iso12312-2”.

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