Prima l’attentato ai due ricercatori, poi la solidarietà. E la determinazione ad andare avanti nonostante le minacce. Il progetto per l’Einstein Telescope, ossia la sfida per lo studio e cattura delle onde gravitazionali attraverso l’interferometro più grande al mondo da installare a più di 200 metri di profondità nelle gallerie della miniera dismessa di Sos Enattos a Lula nel nuorese, non si ferma.
L’attentato il 1° agosto
L’episodio del 1 agosto, quando le auto di due ricercatori che si erano trasferiti nel paese sono state date alle fiamme, non ha scoraggiato la comunità scientifica che ha ricevuto la solidarietà dell’intera comunità di Lula e del nuorese.
Due indagini aperte
Sull’episodio sono state avviate le indagini e gli inquirenti sono alla ricerca di elementi utili per ricostruire quanto avvenuto. Anche alla luce di quanto avvenuto in passato. Tre anni fa, infatti, venne trovata una bomba inesplosa a Sos Enattos: per quel fatto per cui era stato aperto fascicolo per terrorismo.
La mobilitazione
Nel frattempo, però è partita una vera e propria mobilitazione sia in “difesa” dei ricercatori, sia a sostegno del progetto che ha l’obiettivo di far rinascere il sito minerario seguendo un percorso di ricerca scientifica di alto livello.
Il 5 agosto, a Lula, si è riunito il Consiglio comunale straordinario, aperto alla partecipazione della cittadinanza e convocato dal sindaco Mario Calia come momento di confronto pubblico.










