Le grandi cupole che contengono CO2 compressa, il sistema di accumulo energetico proprietario brevettato da Energy Dome con il nome di CO2 Battery, nascono a Piacenza, nello stabilimento inaugurato ufficialmente oggi 8 ottobre 2026.
«L’apertura del nuovo sito rappresenta un passaggio strategico nell’industrializzazione della CO2 Battery» è il motto della giornata. Il valore strategico del sito di Piacenza risiede nel suo ruolo di hub manifatturiero centrale: è qui che infatti prendono forma i componenti chiave della tecnologia come le cupole (dome) destinate ai grandi impianti internazionali dell’azienda.
Dal nuovo stabilimento è già partita per l’India la prima cupola realizzata interamente in-house per il progetto di Kudgi da 160 MWh con Ntpc, principale produttore di energia elettrica indiano. È invece attualmente in corso di realizzazione quella per il Columbia Energy Storage Project in Wisconsin (Usa) pure da 200 MWh, sviluppato con la storica utility americana Alliant Energy. A seguire, la produzione servirà il progetto da 200 MWh di Rhode in Irlanda, iniziativa che rientra in una partnership a lungo termine con Google volta a implementare su larga scala, in uno scenario “multi-continente”, la tecnologia CO2 Battery.
Google e gli altri
Il gigante di Mountain View è forse il nome più grosso tra quelli con cui Energy Dome collabora (Google figura anche tra gli investitori). Una lista sparsa in tutto il mondo, dall’Europa (Engie), agli Usa (tra gli ultimi accordi quello con Salt River Project, un’azienda elettrica pubblica senza scopo di lucro che serve l’area metropolitana di Phoenix), fino all’India come visto e all’Australia (ha da poco avviato una partnership con Sec, azienda pubblica di energia rinnovabile nello Stato di Victoria).
Energy Dome è stata fondata a Milano nel febbraio 2020 da Claudio Spadacini, Dario Rizzi e Francesco Oppici. Oggi ha oltre 2 GWh di progetti in esercizio o contrattualizzati nel mondo, oltre 3 GWh di progetti autorizzati e una pipeline di sviluppo superiore a 30 GWh.









