Un brevetto italiano potrà regalare una comodità inattesa (ma da anni desiderata) a scooteristi e motociclisti. All’Eicma, l’esposizione internazionale delle due ruote che si apre a Milano il 3 novembre (per chiudersi l’8), sarà presentato il primo cavalletto elettrico “intelligente” dedicato a scooter e moto. Battezzato Stop &up, il sistema è stato sviluppato da Spa (Stampaggio plastica affini), azienda dell’entroterra ligure (ha gli stabilimenti a Rossiglione), specializzata nella progettazione, nell’industrializzazione e nella produzione di componenti in materiali termoplastici. Ma non solo, perché è dotata anche di un reparto meccanico dove si realizzano stampi e, appunto, produzioni meccaniche.
Spa è condotta da Roberto Candelo, che rappresenta la seconda generazione alla guida dell’impresa (fondata nel 1967) ed è affiancato dalla terza, cioè le sue figlie Carolina e Isabella. L’azienda è titolare del brevetto globale relativo a un sistema di azionamento elettro oleodinamico che consente di sollevare e posizionare il veicolo (è adatto, assicura Candelo, a cicli e motocicli di tutte le cilindrate) semplicemente con l’azionamento di un tasto sul manubrio. Il dispositivo, insomma, automatizza il posizionamento della moto e ne facilita la gestione durante la sosta.
Uno degli elementi distintivi del sistema, dice l’imprenditore, «è la capacità di adattarsi a differenti tipologie di terreno, comprese superfici irregolari, sconnesse o caratterizzate da dislivelli. Stop & up consente di portare, e stabilizzare, automaticamente la motocicletta in posizione verticale, compensando le irregolarità del fondo. La maggiore distanza tra i punti di appoggio rispetto ai cavalletti tradizionali amplia, inoltre, la base di sostegno, contribuendo alla stabilità del veicolo parcheggiato».
Quella appena illustrata, prosegue Candelo, è proprio la particolarità del brevetto: «l’idea di creare un cavalletto automatico, non è nuova. Ci avevano già pensato altre aziende, con scarso successo. Perché era stato semplicemente elettrizzato un cavalletto rigido. Il prodotto è stato subito tolto dal mercato perché il meccanismo non poteva assicurare sicurezza: non era in grado di determinare se il mezzo fosse in una posizione tale da poter essere sollevato dal cavaletto. Noi abbiamo superato questi problemi».
Infatti, «quando il motore è acceso – chiarisce Candelo – l’inserimento e il disinserimento del cavalletto sono consentiti esclusivamente con il freno azionato e le ruote completamente ferme. Il sistema integra, inoltre, un controllo che ne impedisce l’attivazione quando la motocicletta si trova in una posizione di inclinazione laterale incompatibile con la sicurezza del dispositivo. Vi è, inoltre, un meccanismo di bloccaggio per le soste prolungate e una modalità di funzionamento manuale alternativo. E in caso di avaria del sistema elettro oleodinamico, il dispositivo può essere scollegato dall’azionamento automatico e utilizzato come un cavalletto tradizionale, secondo la configurazione prevista dal progetto».











