L’Etna ferma ancora l’aeroporto di Catania. Tutti i voli in arrivo e in partenza da Fontanarossa sono sospesi fino alle 11 di mercoledì 12 agosto. La Sac, la società che gestisce lo scalo, ha prolungato la chiusura del settore C1 e disposto quella del B3, due porzioni dello spazio aereo interessate dalla cenere vulcanica. Ai passeggeri viene chiesto di verificare lo stato del proprio volo con la compagnia prima di andare in aeroporto.
La cenere decide l’operatività
A incidere sono stati l’Etna e soprattutto i venti: «L’operatività dello scalo continua a essere fortemente condizionata dall’imprevedibilità dell’attività eruttiva», ha dichiarato Sac. La direzione e l’intensità del vento spostano la nube di cenere e possono imporre modifiche alla programmazione anche più volte nella stessa giornata. Martedì mattina le partenze erano ancora consentite e lo stop riguardava gli arrivi; nel pomeriggio la chiusura è diventata totale.
Il vulcano intanto continua la sua attività. Intorno alle 11.30 l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha osservato una nuova bocca eruttiva nella Valle del Bove, a monte di Monte Simone e a circa 2.090 metri di quota.
Un problema ricorrente
Per l’aeroporto di Fontanarossa non è una situazione nuova: la cenere dell’Etna interferisce periodicamente con il traffico. Il 7 agosto erano stati sospesi più volte gli arrivi, ma non le partenze. L’ultimo blocco totale risale al 6 luglio, quando il ripristino del traffico è arrivato il giorno successivo.
Ora una parte del traffico è stata spostata sugli altri scali siciliani. Sac dice che Comiso ha gestito più di cento voli dall’inizio dell’emergenza, ma l’aeroporto più vicino a Catania ha un limite molto concreto: sei piazzole per gli aeromobili. Per questo, spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò, «non può rappresentare una soluzione alternativa» capace di assorbire il traffico di Fontanarossa.










