Leonardo crede nel ruolo e del valore della filiera industriale italiana e lo sottolinea in Puglia, a Foggia, Francesco Macrì, presidente di Leonardo, intervenendo ai 40 anni di Manta Group, partner di Leonardo. Con tremila dipendenti e tre stabilimenti tra Foggia, Grottaglie (Taranto) e Brindisi, i primi due della divisione Aerostrutture e il terzo di quella Elicotteri, la Puglia é già un’area significativa per Leonardo, dove le imprese impegnate nella supply chain del gruppo stanno crescendo e meglio posizionandosi. E l’esperienza di Manta Group è uno degli esempi in Puglia, visto in 40 anni ha avuto un’evoluzione che l’hanno portata ad essere una realtà che mette insieme, come evidenzia Michele Frisoli, ceo del gruppo, “Manta Group specializzata in manufatti in composito e nell’assemblaggio di parti strutturali e critiche, Avioman nella meccanica di precisione e nella meccanica complessa e TMC nelle verniciature automatizzate”. Il fatturato aggregato è di poco inferiore ai 40 milioni, negli ultimi anni più del 20 per cento dei ricavi “è stato investito in asset tecnologici, ricerca, innovazione e formazione”, e i dipendenti sono circa 230.
“L’Italia – dice Macrì – è un Paese straordinario che ha un’economia distrettuale molto importante. In questa fase storica si può dispiegare e rafforzare una vera e propria economia dell’innovazione. Le filiere sono estremamente rilevanti per gruppi grandi come Leonardo che devono essere un elemento trainante per questa nuova economia. Oggi Leonardo è la prima azienda manifatturiera italiana dopo il declino dell’automotive e può e deve contare su una filiera strutturata. Aziende come MantaGroup – rileva Macrì – sono un esempio assolutamente virtuoso perché sono cresciute con noi. Hanno avuto visione, il coraggio di investire, di fare implementazioni adeguate dal punto di vista produttivo, hanno saputo anche fare un salto generazionale qualificante e che viene incontro a esigenze tecnologiche e produttive in termini di competenze che una grande multinazionale tecnologica come Leonardo ha bisogno di intercettare nel territorio per crescere insieme a loro”.
Nella regione c’é un distretto molto radicato
Per Macrì, “la Puglia rappresenta un’eccellenza. C’é un distretto molto radicato. Al di là delle problematiche recenti, oggi i nostri stabilimenti legati alle aerostrutture essenzialmente stanno lavorando tutti a pieno regime. L’azienda è impegnata per rafforzare il posizionamento industriale in Puglia, guardando anche a possibilità di sviluppo di livello internazionale. La Puglia ha quindi un ruolo importante. Abbiamo tantissimi dipendenti in Puglia, è un ecosistema che ci supporta, ci sostiene e contribuisce alla crescita di un grande gruppo che sta diventando una locomotiva industriale italiana – evidenzia Macrì -. Siamo in una fase particolarmente interessante e che potrebbe determinare anche un rinascimento industriale nel segno anche delle pmi. Il gruppo Leonardo ha 4.500 fornitori. L’84 per cento sono piccole e medie imprese ci sono elementi trainanti come Manta Group che sono un pò la capofila di un ecosistema territoriale. Noi non crediamo di aver bisogno di semplici fornitori. Manta Group non è un semplice fornitore. È un partner industriale e questa deve essere la logica che deve appartenere a Leonardo”.
E parlando dell’esperienza di Manta Group, Frisoli evidenzia “le interazioni costanti per capire il livello di qualità atteso e come rendere ripetitivo il processo. Se dobbiamo passare da alcune parti mese a 50 parti mese, dobbiamo avere un processo solido. Non possiamo sbagliare. E questi stimoli, insieme agli investimenti, ci hanno portato a costruire un gruppo forte”.
Investire in innovazione e tecnologia per competere
“La tecnologia è il nostro core – dice il presidente di Leonardo -. Oggi è un tema di autonomia strategica del Paese e dell’Europa. Investire in innovazione significa competere dal punto di vista economico. Prima la competizione globale o fino a poco fa era tutta incentrata sul costo del lavoro. Oggi stiamo assistendo a una evoluzione che fa competere i sistemi delle conoscenze. È la capacità di supercalcolo che fa la differenza, è la protezione cyber che fa la differenza, è la velocità nell’assumere decisioni tecnologicamente rilevanti che ci fa competere nel mondo. Quindi l’Italia può tornare ad avere un ruolo rilevante se una multinazionale tecnologica come Leonardo investe in questo settore. Considerate che solo nel 2025 abbiamo 3 miliardi in ricerca e sviluppo con 17mila persone dedicate all’ingegneria di prodotto. Noi non facciamo ricerca in termini teorici. Facciamo ricerca per avere una capacità industriale applicata immediata. E quindi è rilevante, in questo senso, sia il tema della formazione e delle competenze, ma anche una collaborazione continua, costante e compenetrata col sistema della ricerca, il sistema universitario, gli stessi ITS. Una connessione costante con chi lavora sulla ricerca applicata”.







-U20112045865uYw-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpg?r=1170x507)


