Un naso ritoccato con un’app prima ancora che da un chirurgo. Botox a vent’anni come forma di prevenzione all’invecchiamento. Interventi ai genitali diventati sempre più comuni.
La medicina e la chirurgia estetica non sono più una nicchia: sono diventate un fenomeno di massa che attraversa generazioni, professioni e classi sociali. Un settore che muove miliardi, alimentato dall’innovazione tecnologica, dai social media e da una trasformazione profonda del nostro rapporto con il corpo. Da queste premesse nasce “Filler, il nuovo volto della chirurgia estetica”, la nuova serie podcast del Sole 24 Ore realizzata da Silvia Martelli, disponibile su tutte le piattaforme di ascolto dal 15 giugno.
Attraverso le voci di chirurghi, psicologi, sessuologi, avvocati, creator digitali e pazienti, il podcast inquadra uno dei fenomeni più controversi del nostro tempo: il crescente ricorso a interventi estetici, che sono a loro volta sempre più accessibili.
I numeri raccontano la portata del cambiamento. Secondo i dati più recenti dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery, nel 2024 in Italia sono state effettuate oltre 1,3 milioni di procedure estetiche tra chirurgia e medicina estetica. A livello globale, nello stesso anno, sono state eseguite oltre 17,4 milioni di procedure chirurgiche e 20,5 milioni di trattamenti non chirurgici, per un totale di quasi 38 milioni di interventi estetici.
Accanto ai grandi classici della chirurgia, come mastoplastica e rinoplastica, la frontiera si è estesa a richieste un tempo impensabili: dal filler ai polpacci al cambio del colore degli occhi, fino all’allungamento degli arti inferiori per guadagnare centimetri in altezza.











