Il governo ha deciso di impugnare la legge sul fine vita del Veneto. Lo ha deliberato il Consiglio dei ministri. Il Veneto è stata la prima Regione amministrata dal centrodestra (il governatore è il leghista Alberto Stefani) a dare il via libera a “procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”. Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, a quanto si apprende, non ha partecipato né alla discussione né alla votazione. Il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, anche lui leghista, si è invece espresso contro l’impugnazione, sostenendo che si tratta di una legge ordinamentale che indica solo le linee guida attenendosi alle norme già in vigore. Mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non ha partecipato al Cdm.

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La decisione era nell’aria. Il governo in precedenza aveva impugnato le leggi sul fine vita approvate da Toscana, Emilia Romagna e Sardegna, amministrate dal centrosinistra. Ma stavolta a spendersi per una legge sul suicidio medicalmente assistito (sin dai tempi in cui era governatore) è stato un peso massimo del centrodestra come Luca Zaia (ora presidente del consiglio regionale), alfiere di una Lega liberale, in sintonia sui temi etici con le aperture di Marina Berlusconi. Nel consiglio regionale veneto il centrodestra si è spaccato. Nella Lega (alla quale era stata lasciata libertà di coscienza) 11 consiglieri su 14 hanno votato sì. In un inedito asse con le opposizioni di centrosinistra. I tre consiglieri di Forza Italia (libertà di coscienza anche per loro) si sono divisi tra due astenuti e un favorevole. Mentre Fratelli d’Italia ha votato compatta contro la legge.

Zaia: rispetto la decisione del Cdm, rivendico la scelta del Consiglio veneto

«Rispetto pienamente la decisione assunta oggi dal Consiglio dei ministri di impugnare la legge veneta sul fine vita. È una prerogativa costituzionale del Governo, che ha il diritto di rivolgersi alla Consulta quando ritiene che una norma regionale presenti profili di incostituzionalità. Come d’altronde è pienamente legittimo che i rappresentanti della Lega in Cdm non abbiamo partecipato al voto. Personalmente rivendico con convinzione la scelta compiuta dal Consiglio regionale del Veneto, che ho personalmente sostenuto e votato» ha dichiarato Zaia dopo la decisione dell’impugnazione da parte del governo.

Tajani in Cdm: serve intervento legislativo del Parlamento

A quanto si apprende, nel corso del dibattito di oggi in Consiglio dei ministri sulla decisione di impugnare la legge del Veneto sul fine vita, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fatto mettere a verbale, a nome della delegazione di Forza Italia, la necessità di un intervento legislativo del Parlamento. Per Forza Italia, infatti, una materia tanto delicata deve essere disciplinata dalle Camere attraverso una normativa nazionale che eviti il proliferare di leggi regionali, anche in contrasto tra loro, e dia attuazione alle indicazioni della Corte costituzionale.

Stefani: legge sul fine vita supererà il vaglio della Consulta

In merito alla decisione in Cdm di impugnare la legge regionale del Veneto sul fine vita in una nota il governatore del Veneto Alberto Stefani si è detto ad ogni modo convinto che «dal punto di vista giuridico» la legge votata dal Consiglio regionale del Veneto «supererà il vaglio della Consulta» perché «è sostanzialmente diversa da quelle approvate in altre regioni e oggetto di richieste di modifiche da parte della Corte costituzionale. Gli emendamenti approvati nel senso del favor vitae lo dimostrano.

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