Prende forma l’operazione aperture pomeridiane dedicate ai professionisti dell’agenzia delle Entrate. Non c’è ancora la data cerchiata sul calendario a sugellare il debutto ma la cornice comincia a diventare più nitida, anche dopo il confronto tra Agenzia e organizzazioni sindacali. Le due aperture pomeridiane saranno di due ore ciascuna e saranno articolate in maniera mista: una in presenza e l’altra in modalità telematica. Principalmente saranno commercialisti e consulenti del lavoro i beneficiari di questa iniziativa. Vanno comunque lette in un contesto che ha portato negli anni a una forte digitalizzazione dei servizi che ha consentito di ridurre gli accessi fisici agli uffici da 11 a 4 milioni, proprio grazie alla possibilità di affidarsi ai canali telematici.
Il dialogo con i professionisti
Era stato proprio il direttore delle Entrate Vincenzo Carbone, in occasione della presentazione dei risultati 2025 sul contrasto all’evasione, a sottolineare l’intenzione di aperture dedicate. «Stiamo concludendo l’iter – aveva detto Carbone – per consentire l’apertura pomeridiana degli sportelli per supportare al meglio i professionisti, che avranno così modo di confrontarsi direttamente con un funzionario delle Entrate. Vogliamo aprirci sempre più verso l’esterno, per sviluppare un dialogo preventivo, efficace e costruttivo».
Progetto sperimentale
Il progetto per il momento partirà all’insegna della sperimentalità. Una sperimentazione di un anno che sarà rivolta in via prioritaria ai professionisti che hanno sottoscritto protocolli d’intesa con l’Agenzia. Al termine dell’anno, verrà fatto un punto numeri alla mano cercando di analizzare i risultati e le criticità emerse. Il tutto dovrebbe essere concentrato negli uffici territoriali capoluogo. La messa a punto richiede comunque la necessità di definire tutti i passaggi necessari.
Il confronto con i sindacati
Il confronto con i sindacati è stato avviato perché la diversa modulazione del servizio con le aperture pomeridiane va ricondotta comunque nel perimetro delle ore lavorative delle dipendenti e dei dipendenti dell’Agenzia che saranno interessati.
Le sigle interessate hanno comunque sottolineato una serie di criticità che andranno approfondite nei prossimi incontri in modo da sciogliere i nodi in vista del debutto della sperimentazione. Ad esempio, la Flp Agenzie fiscali ha puntualizzato che «a fronte di una significativa riduzione degli accessi fisici, gli uffici hanno già incrementato la capacità di erogazione dei servizi e delle lavorazioni» e quindi «il problema «non è l’orario di apertura, ma l’organizzazione del lavoro, i canali da presidiare e le risorse umane da assegnare», mettendo in guardia che ulteriori aperture rischiano «di indebolire le attività di back-office, proprio mentre una parte consistente del personale recentemente assunto è stata destinata alle attività di controllo».









