In questo ambito, una delle operazioni di maggior rilievo dell’anno passato è quella svolta dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Milano a gennaio 2025. Indagando sull’ipotesi di reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false, in quell’occasione è stato eseguito un sequestro preventivo di 46 milioni di euro nei confronti di una società appartenente a un gruppo operante nel settore dei trasporti e delle spedizioni. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, la società in questione dal 2022 al 2023 aveva utilizzato fatture per operazioni inesistenti emesse dalle proprie appaltatrici di servizi. Gli obiettivi erano abbattere i costi del carico impositivo e previdenziale e avvantaggiarsi del risparmio d’imposta risultante dall’illecita detrazione dell’Iva.
A settembre 2025, invece, a Torino è stato messo in atto un sequestro preventivo nei confronti di nove persone fisiche e 10 persone giuridiche per un totale di 26,5 milioni di euro. Anche in questo caso le società coinvolte – due distinti gruppi societari torinesi attivi nel settore della logistica – si sono rese protagoniste di somministrazione illecita di manodopera dissimulata attraverso contratti fittizi di appalto di servizi. Tra il 2018 e il 2023, il valore complessivo delle fatture per operazioni inesistenti scambiate tra le varie società ha superato i 100 milioni.
Infine, il Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Reggio Emilia, a febbraio dello scorso anno, ha smantellato una associazione a delinquere finalizzata alla commissione di frodi fiscali che ha coinvolto 179 indagati, 400 aziende – 40 delle quali fittizie – e il concorso esterno di 20 professionisti del campo commercialistico e notarile. Le Fiamme gialle hanno eseguito un sequestro preventivo di 70 milioni di euro.
Sfruttamento dei lavoratori
Nell’ambito del caporalato, a ottobre 2025, dando seguito alla segnalazione di un operaio, la Guardia di finanza di Biella ha concluso una complessa indagine che aveva al centro lo sfruttamento dei lavoratori stranieri, lesioni personali colpose aggravate dalla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro e subappalto non autorizzato.
L’operaio, dopo essere stato vittima di un incidente sul lavoro, aveva denunciato le condizioni a cui era sottoposto. Il reato ipotizzato dalle forze dell’ordine è il caporalato, dato che, secondo le ricostruzioni, diversi cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno sarebbero stati costretti a fare turni eccessivamente lunghi senza pause, ferie e giorni di riposo adeguati, il tutto in condizioni igieniche precarie e svolgendo mansioni pericolose senza l’attrezzatura idonea.










