“L’intenzione è” e resta “quella della chiusura al 31 dicembre 2025 delle centrali a carbone. Quello che non ho fatto è ordinare lo smantellamento”, perché “su un’emergenza, dove il gas supera i 70 euro al megawattora, potrebbe essere necessario riattivarlo”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’incontro “Il Santo Graal dell’Energia” in corso a Milano. “È – ha aggiunto – una cifra alta, oggi siamo intorno ai 40 euro, mentre le stime iniziali erano tra i 28 e i 30 euro. Ma quello è il punto di caduta. Parliamo di uno scenario emergenziale, non della normalità. Il carbone resta una soluzione residuale, ma in caso di necessità dobbiamo farci trovare pronti”.
Sulla crisi ha poi aggiunto che ci sono “Alcune criticità settoriali, anche se io devo dire che dagli elementi che ho al momento per l’Italia non c’è difficoltà su nessun tipo di settore. Certo, possono crearsi alcune disfunzioni di approvvigionamenti dovute a un carico che ritarda ad arrivare, però al momento non ci sono questi problemi”.
“No alle forniture russe, ma la chiusura di Hormuz è un problema serio”
“Ogni previsione è azzardata: ieri sembrava che tutto andasse per il meglio, oggi il clima è peggiorato di nuovo”. Così Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, intervistatp da ‘La Stampa’. Il ministro ha sottolineato, parlando della crisi determinata dal conflitto in Medio Oriente, che “sul gas fortunatamente siamo lontani dai prezzi di quattro anni fa. Il venir meno del venti per cento di petrolio a livello mondiale con la chiusura dello Stretto di Hormuz è invece un problema serio”. In merito alla possibilità di un ritorno all’acquisto del gas russo il ministro dell’Ambiente ha poi ribadito a margine di un evento a Milano che “La mia posizione personale è quella del governo italiano e il governo italiano è perfettamente allineato con l’Unione Europea. Se delle valutazioni dovranno essere fatte, saranno fatte dall’Unione Europea più avanti. A oggi lo escludo” ha detto Pichetto.
Nucleare e rinnovabili per sicurezza energetica
Pichetto ha ricordato cosa ha fatto fin qui il governo per far scendere le bollette energetiche: “Prima della guerra avevamo dato un segnale con l’abbassamento di quasi venti euro a megawatt/ora per le imprese. Abbiamo iniziato un confronto con Bruxelles peri meccanismi che riguardano il calcolo perverso di formazione dei prezzi: a determinarlo è per tutte le fonti di produzione quella più costosa, ovvero il termoelettrico ottenuto dal gas”. Se, ha aggiunto, “per il 2030 riuscissimo a raggiungere la metà dei nostri consumi da rinnovabili, i prezzi calerebbero sensibilmente”. Parlando della legge sul nucleare, il ministro ha ribadito che l’auspicio è che il Parlamento l’approvi “prima della pausa estiva, poi sarà mia responsabilità definire i decreti attuativi entro fine anno”. La prima centrale nucleare in Italia, dice, ci sarà entro il 2035, mentre la nostra produzione di nucleare, entro il 2050, potrebbe essere “un buon risultato” se toccasse il 20 per cento.









