La storia dell’attività di spionaggio messa a punto dalla società milanese Equalize si fa sempre più complicata, perché spesso chi era indagato per dossieraggio e accesso abusivo a banche dati di rilievo nazionale finisce per essere vittima dello stesso sistema. Oppure paradossalmente è vittima e colpevole al tempo stesso: chi spia, viene spiato a sua volta. E molti -a partire dal fondatore della società Equalize Enrico Pazzali, per cui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio – dichiarano di non aver mai saputo che si ricorresse a informazioni secretate nelle banche dati nazionali.
Ora è la volta di Leonardo Maria Del Vecchio, che era stato accusato di aver cercato illegalmente informazioni sulla sua ex fidanzata (sempre da lui negate) ma che ha sempre dichiarato di essere stato truffato.
Nella chiusura del secondo fascicolo del dossier emerge ancora fra gli indagati. Ma ora c’è una novità: Vincenzo De Marzio, ex carabiniere già coinvolto nell’inchiesta, e Mario Cella, ex addetto alla sicurezza, sono indagati in un terzo filone. I Carabinieri del Ros di Milano contestano loro, a vario titolo, accessi abusivi, truffa ed estorsione ai danni proprio di Leonardo Maria Del Vecchio, per una vicenda di immagini private, abusivamente acquisite, che sarebbero state al centro di un presunto ricatto.
Questa tranche di indagine, che riguarda De Marzio e Cella, è sempre coordinata dai pm Francesco De Tommasi e Eugenio Fusco, come gli altri due filoni. Tra gli indagati anche l’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, anche lui già coinvolto nel caso, e una società di investigazioni private.
Da ricordare che questo filone è distinto dagli altri due: il primo è a carico di 13 persone, per cui è già stato chiesto il rinvio a giudizio; il secondo riguarda oltre 70 persone, per cui pochi giorni fa è stata chiusa l’indagine.



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